Sala Capriasca: questa statua di Alfonsina non s’ha da fare!

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Il nucleo storico di Sala, iscritto nell’Inventario federale degli insediamenti svizzeri d’importanza nazionale (ISOS), è in cantiere da alcuni mesi per il rifacimento della pavimentazione della via principale che lo attraversa passando dalla Piazza Alfonsina Storni. È lì, in una bella casa d’angolo a due piani attorniata da un ampio giardino, che la grande poetessa, un mito in Argentina, nacque nel 1892. L’abbellimento del nucleo prevede l’istallazione di una statua in bronzo di Alfonsina. Una statua che non piace agli abitanti del nucleo che hanno appena lanciato una petizione per impedirne la posa.  

La casa che diede i natali ad Alfonsina, figlia di una coppia di Lugaggia che si era trasferita in Argentina dove aveva dato alla luce tre maschi prima di tornare in Ticino e stabilirsi temporaneamente a Sala – la famiglia ne ripartì definitivamente quando Alfonsina compì quattro anni – reca una targa commemorativa inaugurata nel 1966 dall’Ambasciata argentina di Berna. È però poco visibile e può passare inosservata ai turisti che si fermano a Sala appositamente per visitare il paese natale della poetessa e tra loro anche sudamericani. 

Ricordo infatti l’immensa commozione di un mio collega, un fotoreporter originario di Buenos Aires, ma che viveva da tempo a Palermo che si fermò alcuni anni a casa mia in Capriasca quando gli raccontai che Sala era il paese natale di Alfonsina Storni. Volle a tutti costi che lo accompagnassi sul posto e scattò decine e decine di fotografie! Come lui, altri sudamericani si fermarono in quel di Sala e alcuni si stupirono della poca importanza data ad un luogo per loro storico se non quasi sacro.

Una pavimentazione poco pregiata

L’occasione per valorizzare la casa natale della poetessa, morta suicida nel 1938 per annegamento a Mar del Plata, è giunta con il progetto di rifacimento del selciato della via principale che attraversa tutto il nucleo, dalla Chiesa del paese fino allo sbocco verso i posteggi comunali che portano alla salita verso il Convento di Bigorio. A dire il vero la pavimentazione della via e di Piazza Storni per l’appunto era stata “venduta” alla cittadinanza come “pavimentazione pregiata” che però, a conclusione dei lavori del primo tratto, si è rivelata ben poco pregiata! Laddove ci si aspettava belle piastrelle, è sorto un semplice e inestetico manto di cemento diviso da sottili strisce di granito invero quasi invisibili all’occhio nudo … un lavoro poi dalle rifiniture poco curate, insomma una delusione che ha suscitato reazioni di forte malcontento tra gli abitanti del paese.

Intanto l’idea di piazzare una statua della poetessa nazionale argentina davanti alla sua casa si era concretizzata un po’ in sordina. In un’interpellanza del 2 giugno scorso, la consigliera comunale dei Verdi Carla Borla, lei stessa abitante di Sala, venuta a sapere da una recente emissione delle RSI che la scultrice locale Eva Antonini stava realizzando una figura in bronzo di Alfonsina ritratta nell’atto di togliersi la vita, chiedeva alcune spiegazioni al Municipio. Voleva infatti sapere se era stata richiesta la consulenza dell’Ufficio dei Beni culturali o altre consulenze per il progetto e come mai la scelta dell’Esecutivo era caduta sulla scultrice Eva Antonini?

Questa statua non s’ha da fare

Nella sua risposta del 9 giugno, il Municipio di Capriasca ricorda che questo è il primo omaggio di carattere artistico del comune all’illustre poetessa e che la scelta è caduta su Eva Antonini in quanto si tratta di una “delle poche scultrice contemporanee attive in Capriasca e soprattutto aveva già dedicato la sua vena artistica ad Alfonsina Storni, realizzando un suo busto in argilla per il Festival “La carezza perduta” svoltosi nel giugno 2018. Inoltre da anni promuove le sue opere anche fuori dai confini nazionali ed è l’ideatrice e la promotrice della manifestazione biennale “Open Studio Capriasca.”  Il Municipio precisa che non ha ritenuto necessario coinvolgere l’Ufficio dei Beni culturali che si era già espresso positivamente sulla proposta architettonica della Piazza.

Il tema scelto da Eva Antonini per raffigurare la poetessa argentina ossia il momento del suo suicidio per annegamento a Mar del Plata ha accresciuto il malcontento che si era già venuto a creare non appena ultimati i lavori del primo tratto di pavimentazione stradale. Cosicché, su iniziativa di Carla Borla, una petizione sta circolando in questi giorni a Sala per chiedere al Municipio di rinunciare alla posa di questo “arredo”, il quale, di notte dovrebbe essere illuminato da un faretto. “Non è l’idea in sé della statua della scrittrice che ci dà fastidio” spiega Carla Borla, “ma avremmo preferito vedere ritratta un’Alfonsina giovane e felice, non una donna in procinto di darsi la morte visto che poi questa statua va piazzata davanti alla casa che lasciò quando aveva soltanto quattro anni!”

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