Salario minimo, arriva nel 2021

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Ginevra ha votato, la città sul Lemano si doterà di un salario minimo di 23 franchi l’ora. Quasi il 60% dei ginevrini, che vivono una situazione del lavoro e del frontalierato simile alla nostra, hanno accettato un salario minimo che da noi è frutto di trattative tra sinistra e partiti borghesi da anni.

19 franchi, 19,50, poi magari se fate i bravi arriviamo a 20 e avanti così… un mercato del pesce un po’ ignobile, se ricordiamo che la votazione per istituire un salario minimo in Ticino, volto a combattere il dumping e gli stipendi da fame per attrarre frontalieri, è vecchia di 5 anni.

Un salario, quello ginevrino, che arriverebbe a 4’086 franchi per 41 ore settimanali.

Era il 14 giugno del 2015. Nel frattempo ai ragazzini di allora è cresciuta la barba e molti di voi hanno cambiato l’auto. Più di 5 anni fa i ticinesi avevano approvato l’idea di un salario minimo da applicare anche ai settori economici privati. Idea naturalmente avversata dall’UDC e tiepidamente accolta dalla Lega coi vari distinguo. (leggi qui sotto)

L’iniziativa, lanciata dai verdi, aveva raccolto il 54% dei consensi. Sarebbe però ingiusto prendersela solo con la destra. Contro questa misura si erano asserragliati il governo cantonale, e anche il PLR, che fisiologicamente vede ogni conquista per i lavoratori come una pugnalata nel fegato.

A novembre del 2019, portavamo l’esperienza del cantone di Neuchâtel, anch’esso disposto ad accettare il salario minimo (leggi qui sotto)

Oh, ma il parlamento ha mica dormito, eh? Tirala e spirlala, ci hanno messo quattro anni a decidere, tra camionate di sabbia e legnate negli stinchi da parte di liberali e UDC. Fa ridere se si pensa che le soluzioni di questa gente, che sega sistematicamente salari decenti per i ticinesi, erano mandare a ramengo i rapporti con l’Europa. Comunque, nel dicembre del 2019, 9 mesi fa, il parlamento vota per implementare ‘sto benedetto salario minimo, che verrà introdotto (calma, non stressate) tra il 2021 e il 2024, il che significa tra i 6 e i 10 anni dopo la decisione popolare.

Uno stipendio minimo di 23 franchi come a Ginevra?

Spiritosoni.

Dopo numerose trattative e stracciarsi di vesti, con la minaccia del crollo dell’economia, ci si è accordati su 19 franchi e 75 centesimi l’ora, che significa a malapena 3500.- franchi al mese. 500 in meno rispettto a Ginevra.

Ovviamente l’estrema sinistra spingeva per avere di più, e i liberali per meno. Alla fine ci si è accordati su questo importo con la speranza che possa aumentare una volta attivato. E sarebbe davvero ora, in questo momento in cui le destre starnazzano disperate per la bocciatura dell’iniziativa sull’immigrazione, di istituire ‘sto benedetto salario minimo, ma farlo decentemente, perché le solite mezze misure non servono a un fico secco.

Salario minimo, controlli presso le aziende perché venga applicato, aumento degli spettori del lavoro. E vedremo forse il transatlantico virare finalmente con grande fatica nella direzione auspicata.

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