Suicida sotto un treno a Glarona

Di

Quando, pochi giorni fa, ho letto la straziante notizia del giovane richiedente l’asilo curdo-iraniano Masoud Ghadiri, morto suicida buttandosi sotto un treno alla stazione di Ziegelbrücke (GL) mi è venuto da piangere. Poi mi è salita una grande rabbia. Questo ragazzo – come posso chiamarlo altrimenti io mamma di due adulti – era in Svizzera da due anni e mezzo, e alla notizia che la sua domanda d’asilo era stata respinta dalla Sezione della Migrazione (SEM) ha preferito la morte al ritorno in patria.

Sono ormai due giorni che provo a saperne di più su questa terribile vicenda. Perché c’è anche chi ha scritto che Masoud non si è tolto la vita per via del rifiuto alla sua domanda, ma poiché era stato lasciato dalla sua ragazza. Ciò che i suoi stretti amici hanno smentito. Il collettivo “Migrant Solidarity” che ha annunciato il suo decesso e che ho contattato mi ha risposto che per ora non ci sono altre informazioni in merito a questo caso, ma che una svolta potrebbe esserci nei prossimi giorni. Ho anche provato ad avere informazioni presso le autorità glaronesi che mi hanno risposto picche, ossia “no comment”. E te pareva …

La morte piuttosto che il rimpatrio

Intanto ricordo cos’è successo a chi non avesse letto la notizia sui social: alcuni giorni fa Masoud Ghadiri che, come detto, si trovava da due anni e mezzo nel centro di transito dei richiedenti l’asilo di Ennenda nel cantone di Glarona, si è suicidato buttandosi sui binari all’arrivo di un treno nella vicina stazione di Ziegelbrücke. Tre mesi prima la sua domanda di asilo era stata respinta dal SEM e pare anche il suo appello al Tribunale amministrativo federale.

Masoud Ghadiri che era fuggito dall’Iran per motivi politici – i curdi sono perseguitati ovunque, immaginiamoci poi in Iran! – aveva detto ai suoi amici che se la sua domanda fosse stata respinta l’avrebbe fatta finita! Tutto piuttosto che tornare in Iran dove molto certamente sapeva cosa l’aspettava. Poiché per togliersi la vita a 31 anni e in un modo così atroce, bisogna davvero essere tanto disperato da non potere neppure immaginarselo!

Masoud poi avrebbe avuto tutto per potere condurre una vita serena nel paese dove era approdato come migrante: era benvoluto da tutti e si diceva che avesse anche una sorella in Svizzera, circostanza che non abbiamo potuto verificare. Intanto i suoi funerali si sono svolti a Glarona, laddove lui avrebbe voluto farsi una vita invece di porvi fine nel fiore degli anni.

Sale la rabbia

E qui sale la rabbia. Decenni fa, a metà degli anni 80, vi fu un’ondata migratoria di rifugiati curdi iracheni nel nostro paese, Ticino compreso, e io mi adoperai con tutte le mie forze per far ricongiungere le famiglie anche con successo a volte. In quei tempi la politica migratoria era più empatica, teneva conto degli aspetti umani delle richieste, non si era confrontati a drammi come quello di Masoud. Mia zia materna, ora defunta, storica presidente della prima associazione “Suisse-Kurdistan”, autrice di libri sul Kurdistan iracheno e negli anni ’90 dichiarata persona non grata dal governo di Ankara, aveva anche lei ricongiunto numerose famiglie curde in Svizzera francese. Bisogna dirlo, erano altri tempi.

Ora le cose sono palesemente cambiate. In Ticino – ma la storia di Masoud lo dimostra anche nel resto della Svizzera – la politica migratoria non lascia più nessuno spazio alla solidarietà, alla mera umanità. Per quanto riguarda il paese d’origine di Masoud – uno dei peggiori al mondo per quanto riguarda i diritti dell’uomo (e in primis delle donne!) nonché delle minoranze – il SEM rigetta spesso le domande d’asilo dei cittadini che ne provengono e li rinvia senza remore in un paese ove le condanne a morte, la tortura e la prigione a vita sono pane quotidiano.

Poi ci sono gli stranieri che delinquono … pesantemente … ma chissà per che grazia divina concessa rimangono tranquillamente nel nostro paese. Non voglio fare nomi per non mettere in imbarazzo né chi mi pubblica né me stessa, ma nel solo Ticino nomi eccellenti di stranieri pregiudicati che continuano indisturbati a bazzicare ce ne sono tanti. E qui mi fermo.

Possa tu riposare in pace Masoud e perdonarci. Chiedevi soltanto un lido sicuro. Il tuo sogno si è infranto sui binari di una ferrovia.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!