Tassare i ricchi o rubare ai poveri?

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II quesito non è un dilemma amletico. Non ci sono il teatro e Shakespeare di mezzo. Ma la vita di tutti noi. Della stragrande maggioranza della popolazione che ha solo gli occhi per piangere. Come me e voi. Giusto per capirci, la ricchezza dei primi dodici miliardari statunitensi, da marzo a oggi, è cresciuta del 40 percento.

Malgrado il lockdown e l’emergenza Covid, durante il periodo in cui la pandemia ha bloccato il mondo e messo in ginocchio l’economia globale, la loro ricchezza è crescita come se nulla fosse. Se Jeff Bezos, dall’alto dei suoi 200 miliardi (!) ha visto il proprio patrimonio aumentare di 76 miliardi di dollari sull’onda della costante crescita di Amazon, sostenuta dal boom globale dell’e-commerce, Elon Musk ha quadruplicato i suoi averi passando da 24 a 95 miliardi di dollari.

Cifre e ricchezze folli che francamente non si giustificano se non stando a guardare acriticamente ciò che è in grado di produrre un certo modello di tardo capitalismo con il piede a tavoletta sul liberismo economico. Mostri, aberrazioni che dovrebbero trovare nel legislatore un freno. E invece no. Neppure in Svizzera un’iniziativa volta a tassare l’1% più ricco della popolazione elvetica ha riscosso la maggioranza. O almeno non tra i nostri rappresentanti politici che siedono in Consiglio nazionale dove qualche giorno fa, con 123 voti contro 62, si è vivamente raccomandato al popolo di respingere l’iniziativa popolare della Gioventù Socialista “Sgravare i salari, tassare equamente il capitale (Iniziativa 99%)”.

È una misura troppo estrema, dicono. Mentre i super-ricchi diventano sempre più ricchi e almeno all’apparenza non c’è modo di invertire questa tendenza, pur di raccogliere le briciole dei loro averi la maggioranza borghese che siede in parlamento si è detta fermamente contraria a imporre loro una tassa. Perché una legge del genere farebbe inevitabilmente fuggire i contribuenti più danarosi andando così a pesare sulle casse dello Stato.

Sarà. Ma non è neppure srotolando il tappeto rosso e inchinandosi ai loro piedi che i super-ricchi decideranno di autotassarsi o di ripartire equamente una fetta della loro ricchezza. Anzi, l’unica strada, l’unica soluzione possibile, a meno di una rivoluzione di certo non fatta indossando i guanti di velluto, è una soluzione politica. Figlia di una classe politica capace di non farsi plagiare o sottomettere dai potentati economici così come accade ormai da diversi decenni a questa parte.

Stando a quanto sostiene Gioventù socialista, dai 5 ai 10 miliardi di franchi potrebbero essere ridistribuiti grazie a quanto raccolto tassando l’1% dei Paperon de’ Paperoni elvetici. La maggioranza borghese ha però bollato quest’iniziativa come estrema e populista. Cioè il bue che dà del cornuto all’asino. Intanto le trenta persone più ricche della Svizzera possiedono la bellezza di 700 miliardi di franchi. Beati loro che possono dormire sonni tranquilli. Perché c’è ancora chi non osa ammettere che ci siamo spinti ben oltre il lecito consentito, alimentando in questo modo ingiustizie e diseguaglianze francamente inaccettabili. Sarebbe bene tenerlo a mente pensando a chi, o cosa votare in futuro.

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