Volare verso un futuro pulito

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Dei nuovi prototipi di aerei di Airbus, che diverranno operativi probabilmente entro il 2035, saranno a impatto zero, il combustibile infatti non sarà il solito kerosene, ma l’idrogeno.

L’idrogeno è un gas che fa paura. Altamente infiammabile, divenne tristemente famoso ad inizio secolo con i dirigibili Zeppelin, che erano appunto gonfiati con l’idrogeno. Il disastro dell’Hindenburg, il più grande oggetto volante mai costruito ( 246 metri di lunghezza per 41 di diametro e 200’000 m3 di volume), che esplose e bruciò completamente il 6 maggio 1937 causando 46 morti, fu alla base di molte paure e pregiudizi nei confronti del gas.

Airbus ha annunciato, che entro il 2035, metterà in funzione degli aerei ecologici, con una portata fino a 200 passeggeri, alimentati unicamente ad idrogeno. L’idrogeno ha infatti un enorme vantaggio, combinato all’ossigeno, quando brucia, non produce anidride carbonica ma vapore acqueo. (2H2 (idrogeno) + O2 (ossigeno)= 2 H2(acqua))

Ma cosa intendiamo quando parliamo di combustione dell’idrogeno? Un processo di ossidazione rapida che avviene con emissione di luce e calore, in parole povere l’energia chimica si trasforma in energia termica. Ovviamente l’idrogeno, come dicevamo, è un gas fortemente infiammabile che con l’aria, a seconda della sua saturazione, può creare miscele fortemente esplosive.

La questione è decisamente rivoluzionaria, e non può che renderci felici e speranzosi. Anche perché gli aerei sono il mezzo di trasporto più inquinante. Volare produce 285 grammi di CO2 per ogni passeggero (una media di 88 persone a volo) per ogni chilometro percorso. Un’auto ne produce 42 per passeggero per chilometro.

È pure vero, però, che le automobili coprono il 72% delle emissioni totali dei trasporti, che a loro volta coprono il 13% del totale delle emissioni mondiali, mentre l’aviazione è responsabile, nonostante sia il mezzo più inquinante, solo del 2% delle emissioni, (il 3% in Europa).

Parlavamo prima dell’infiammabilità dell’idrogeno. Airbus e l’aviazione mondiale hanno due scogli da superare: il primo è la messa in sicurezza dei serbatoi, sia nello stoccaggio a terra sia in volo, per evitare esplosioni. La seconda produrre idrogeno a costi minori rispetto agli attuali. Oggi infatti l’idrogeno, che attualmente è di 12/15 euro al kg.

Se parliamo di automobili però, un chilo di idrogeno, permette di viaggiare per 100/120 chilometri.

Con le tecnologie odierne comunque non c’è da disperare, anzi. La corsa alle energie pulite, soprattutto dell’economia mondiale, è la strada migliore per ottenere in breve tempo significativi e importanti miglioramenti e risultati. Il progetto di Airbus ne è la prova.

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