Allarme democrazia in Europa?

Di

Quando pensiamo ai diritti umani violatati, quasi mai pensiamo all’Europa. Eppure, anche nel cuore del Vecchio Continente, ci sono Paesi in cui la propria posizione politica, l’appartenenza a una minoranza o il proprio orientamento sessuale sono di per sé fonte di discriminazione e violenza. Paesi come la Polonia o, peggio, l’Ungheria sono ormai oltre, ben al di là della democrazia. L’aver vissuto per un lungo periodo in una condizione di generale democrazia, ci ha portato a credere che i pericoli e il rischio di un ritorno al passato non potesse esistere.

Invece i diritti acquisiti nel corso delle lotte politiche e delle battaglie del passato non vanno dati per scontati, soprattutto quando il vento che soffia gelido su tutta l’Europa è quello di una destra autoritaria il cui unico obiettivo è quello di smantellare lo stato di diritto e, a colpi di piccone, demolire l’Unione Europea. Il diritto all’aborto, il voto alle donne, il divorzio sono tutte conquiste ottenute scendendo in piazza, manifestando ed esprimendo il proprio dissenso con forza.

Uomini e donne, cittadini, convinti di avere il potere (e il dovere) di cambiare le cose. Pronti a protestare anche se le probabilità di sanare certe ingiustizie erano e sono poche e spesso il provare a farlo è a rischio della propria vita. Malgrado ciò, e nonostante una pandemia che ha già causato in tutto il mondo più di un milione di morti, c’è chi non ha mai smesso di farlo. Neppure ora.

Negli Stati Uniti la gente è scesa per le strade e si è radunata per manifestare contro l’ennesimo episodio di razzismo che racconta di un sistema ancora lontano dall’essere perfetto. In Thailandia si sta protestando contro un potere monarchico anacronistico e autoritario. In Bielorussia si è contestata la farsa delle elezioni che hanno riconfermato un presidente-dittatore. A Hong Kong, ad infiammare gli animi, è stata una legge che mette a rischio la libertà e la tenuta della democrazia.

Anche se sembra impossibile, chi ama questa nazione può cambiarla.”, disse in occasione di un memorabile discorso che tenne nel corso della campagna elettorale che lo portò a vincere le elezioni diventando il primo presidente afroamericano degli Stati Uniti, Barack Obama. E per cambiare le cose non basta imbronciarsi di fronte alle ingiustizie. Quel che serve, che invece funziona ancora oggi, è proprio il fatto di manifestare forte e chiaro il proprio dissenso, andando a voltare o scendendo in piazza, anche se l’’impressione è che oggi la protesta abbia perso il valore di un tempo e che non serva a cambiare le cose perché le cose non cambiano.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!