Bixio Caprara, l’uomo che non c’era

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Come si fa a voler male a Bixio Caprara? Non so a cosa pensavano i suoi genitori quando gli diedero un nome che di certo non passa inosservato. Bixio, come quel Nino Bixio che fu un generale e politico tra i più noti e importanti protagonisti del Risorgimento italiano. Ora, che il Caprara abbia avuto doti da generale, pensando alla sua presidenza del PLRT, è difficile dirlo, ma francamente non ci pare. Anzi. Casomai da kamikaze, pensando alla congiunzione della lista con il PPD alle ultime elezioni federali.

Una mossa che Bixio, ma soprattutto il suo partito in costante e netto declino ormai dal 2003, hanno pagato cara. Con una sconfitta e l’estromissione dal Consiglio degli Stati. Una bocciatura che si può solo definire storica, dato che il PLRT il seggio agli Stati lo deteneva dal lontano 1848. Oltre centosettant’anni cancellati con un voto. Certo, a dover fare i conti con tale batosta epocale, non è stato solo il suo presidente che, con prontezza di riflessi e vista la mal parata, si è subito fatto da parte, ma tutto un modo di fare politica ormai abbondantemente sorpassato.

Ad ammetterlo, di recente, è stato lo stesso partitone che, oltre ad aver cercato di fare ammenda per la mossa fatta imparentandosi con il nemico di un tempo, ha anche cercato d’individuare alcuni dei suoi talloni d’Achille. In futuro bisognerà prestare maggior attenzione ai social media, alla vicinanza con gli elettori ed essere capaci di stare al passo con le sfide del presente. Giusto per intenderci ciò che i Verdi hanno saputo fare benissimo, al contrario dei partiti storici che invece hanno smarrito la bussola. E, Bixio Caprara, per quanto possa essere una persona squisita, rimarrà suo malgrado nella memoria di molti come il comandante in capo del grande crack.

Perché la politica è fatta soprattutto di persone ed è la loro scelta che fa la differenza. Anni fa le fiabe iniziavano con “C’era una volta”, oggi sappiamo che invece iniziano con “Se sarò eletto”. Se sarò eletto farò questo, farò quello. Blablablà. Farò l’America Great Again. Promesse da marinai che risultano poco credibili quando son fatte da chi non ha la stoffa del filibustiere.

In un presente, in cui la politica ha fatto della polarizzazione la sua ultima frontiera, l’inciucio non ha più nessuna chance, tanto meno se è il frutto di una smaccata “coalizione di centro”. Non rendersene conto significa soltanto una cosa. Perdere. E farlo in malo modo. Un po’ come accade al povero Bixio quando nelle elezioni a sindaco di Bellinzona andò a schiantarsi contro un Noce, la lista di quel Brenno Martignoni che gli fu preferito, proprio per la sua capacità di smarcarsi dal centro e da certe ingombrati eredità del passato.

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