Chiara Valerio, un libro “giusto”

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Avete sempre guardato alla matematica con sospetto, magari condizionati dal vissuto scolastico ? Ecco un libro «giusto»: «La matematica è politica», molto più di un saggio.

Doverosa premessa: chi scrive non ha mai avuto un grandissimo feeling con il mondo dei numeri. Diciamo il giusto, senza gloria né infamia, in risposta alle richieste dell’iter scolastico. Nessun amore ma neanche odio. A parte una folgorazione, purtroppo subito svanita, nelle letture giovanili di Bertrand Russell (matematico infinito, oltre che filosofo, scrittore, e … premio Nobel).

Poi … poi il caso ti fa aprire un libretto che ti ha incuriosito alla cassa di una libreria, mentre fai la fila, e alla evidente curiosità arriva un consiglio della brava libraia (e ce n’è ancora tante: benedetta sia la categoria!) che ne consiglia e caldeggia la lettura. Ed eccoci a «La matematica è politica», di Chiara Valerio, stampato da Einaudi un mese fa. Diciamolo subito: una rivelazione. Meglio ancora, la scoperta di un mondo capace di meravigliare. Il perché e il merito sono presto detti: la competenza e bravura dell’autrice. Che è matematica di formazione ma di professione è la responsabile della narrativa per la casa editrice Marsilio. Dunque sa far di ponte con naturalezza tra il mondo cosiddetto scientifico e quello umanistico. Una vera forza, e competenza, e … soprattutto passione. A tutto beneficio del lettore che si ritrova confrontato con un libro che ha un suo senso generale («La matematica è politica», appunto) e che, nello stesso tempo, è composto da capitoli già illuminanti nel loro particolare. Ci sono concetti intriganti: «Studiare matematica significa esercitarsi a intravedere, supporre, immaginare regole che non riguardino un individuo o un oggetto, ma più individui e più oggetti e soprattutto relazioni tra essi.» e impegnativi: «La regola d’altronde, come quasi tutto, non è uno stato, è un processo. Senza regole non si convive, senza regole comuni non si può rompere lo status quo, senza regole comuni esiste la regola di uno o dell’altro, esiste la dittatura

Nel citare si ha solo l’imbarazzo della scelta, si prenda ad esempio questo monito a testimonianza dell’attualità: «Se i nostri politici avessero studiato matematica, e se studiandola l’avessero capita, si comporterebbero diversamente rispetto alle cariche dello Stato che ricoprono perché non agirebbero come singoli, ma come funzioni di un sistema più ampio del loro ego, e soprattutto non si preoccuperebbero delle cose ma delle relazioni tra le cose». E ancora: «La matematica è una disciplina che favorisce la diffusione della democrazia. Prima di tutto, un matematico non risponde mai al «chi» ma sempre al «cosa» … è una disciplina che non ammette il principio di autorità, giacché nessuno possiede la verità da solo, le verità sono asserzioni verificabili da chiunque … la matematica è un linguaggio, una grammatica. Per discutere di matematica bisogna accettarne le regole».

Tanta roba. E tanti argomenti, tutti attualissimi. Dalla scomparsa della voglia di futuro al senso della democrazia, dalla libertà di stampa al valore dell’intrattenimento con la somiglianza tra lettore e matematico («loro sono capaci di star da soli, non hanno bisogno di essere intrattenuti, quindi sfuggono dalla dittatura dell’intrattenimento, che è un’altra negazione del tempo»). Ancora la piaga dell’infodemia (dalla Treccani: «circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza») e la preferenza per «l’inaugurazione al posto della manutenzione». Autore citato? Leo Longanesi. Altri autori citati o tirati in ballo con le voci fuori campo? Primo Levi, Leibniz, Saramago, Michela Murgia, Cartesio e … . Per tacere di Batman, il pipistrello tornato in scena per via del Covid 19.

Uu libro fresco, attuale e francamente affascinante, senza mai cedere alle complicazioni. Merito di una scrittura che sa essere leggera e pirotecnica, mai banale e sempre profonda. Con nonchalance. E’ dai tempi di Umberto Eco che non leggevamo pagine tanto «piene» … svolazzanti, capaci di accostamenti arditi (Tex Willer e Immanuel Kant, Euclide e Batman) sempre pertinenti. Una gran bella lettura. Che alla fine fine dimostra, una volta di più, che è sempre una questione di narrazione. Anche in riguardo alle questioni più delicate e importanti. La folgorazione non è solo al primo impatto ma anche nella rielaborazione, o storia.

«La matematica è politica», di Chiara Valerio, 2020, ed. Einaudi, 2020, pag. 105, Euro: 12,00.

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