Covid save the Queen

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Il mondo è di nuovo in ginocchio a livello globale per via della pandemia, la disoccupazione in Gran Bretagna è ai massimi storici, eppure lo Stato concorrerà a risanare con soldi pubblici le casse reali che piangono miseria. E tutti in coro i nobili inglesi a gridare a squarciagola: “Salvate la Regina!”

Il fascino discreto della monarchia

La monarchia, motivo per taluni di grande vanto e orgoglio, esercita da secoli sul popolo inglese un fascino discreto e decadente. Al punto che da sempre i cittadini si autotassano con dieci sterline a testa all’anno. Un po’ come l’otto per mille alla chiesa cattolica in Italia. “Non un granché” direte voi, ma se facciamo due calcoli e moltiplichiamo quelle dieci sterline per i sessanta milioni di sudditi, raggiungiamo un montepremi di 600 milioni di sterline. Somma però utile solo ad oliare gli ingranaggi scricchiolanti della famiglia reale. Ora vista la pandemia da Covid 19 che ha messo in ginocchio mezzo mondo (l’altra metà lo era già), anche la regina reclama più sussidi per ovviare ai mancati introiti degli interessi sugli investimenti e dei profitti più in generale non percepiti.

Sussidi statali anche a sua maestà

Vi ricordate la livella di Totò? Già allora il comico napoletano parlava di livellamento della società, contro il divario economico che va a colpire i più deboli per aumentare i profitti dei ricchi. A tal proposito il caso di sua altezza, casca a fagiolo. Certo, dobbiamo pur ammettere che anche lei con la pandemia ha avuto le sue belle gatte da pelare e oltre ai dispiaceri dovuti agli scivoloni di figli e nipoti vari, ora, la misera nobildonna si trova a dover tirare la cinghia a causa di quell’insignificante, invisibile e ignobile virus privo di sangue blu. Ebbene sì, anche The Queen è stata inserita nella lista di chi percepirà un sussidio, infatti il governo britannico corre in aiuto di Elisabetta, affinché restino inalterate le rendite della sovrana e non ne risenta la qualità di vita a corte. “Tea time, please!”. Il tè delle cinque è servito.

Noblesse oblige

Non si tratterà di un salasso diretto, ma sarà la regina a trattenere una parte maggiore dal Crown Estate rispetto al passato. Il fondo che controlla terreni e proprietà di alto valore e dal quale per il 25% dipende il reddito della casa reale. Soldi che il governo avrebbe potuto utilizzare per finanziarie progetti di spesa pubblica. Non è poi molto nobile da parte di sua maestà accaparrarsi soldi pubblici pur di tenere in piedi il grande circo che si protrae ormai da secoli a Buckingham Palace. La vecchina piange lacrime di coccodrillo e chiede aiuto proprio ora che i contagi stanno ripartendo, mentre la maggior parte dei suoi sudditi sono in ginocchio e presto saranno senza lavoro e con le pezze al culo. Ma come si fa voler bene ad Elisabetta? Lei, una regnante evergreen. Una regina per tutte le stagioni. E poi, come se non bastasse, spavalda e arcigna di recente ha pure partecipato ad un evento presentandosi in pubblico con l’amato nipote William, entrambi però senza mascherina né distanziamento sociale. Assolutamente noncuranti delle conseguenze di quel gesto e lasciando al fato di decidere per loro. Ma solo in questo caso, di certo non sulle loro entrate. Quelle dovranno rimanere invariate e sicure. È una questione di nobiltà.

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