Da Blue Whale a Jonathan Galindo, il falso continua

Di

In Italia, e di rimbalzo anche dalle nostre parti, del fenomeno Blue Whale non s’era mai parlato e neppure esisteva prima che la trasmissione televisiva “Le Iene” gli dedicasse spazio. Nel servizio andato in onda nella primavera del 2017 si raccontava con dovizia di dettagli e diverse testimonianze di un gioco che in Russia era stato all’origine di un’epidemia di suicidi tra gli adolescenti. Dietro a questo macabro gioco si era così scoperta una rete di loschi individui che, in internet e sui social, torturavano psicologicamente le loro vittime, ragazzi e ragazze che una volta plagiati s’infliggevano le peggiori sofferenze fisiche pur di stare al passo con la sfida e superare i vari livelli del gioco. Fino al punto che alcuni di loro questo gioco riuscivano perfino a completarlo arrivando a tagliare il traguardo finale: togliersi la vita.

VUOI LEGGERE DI PIÙ?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere GAS
scopri le possibilità

Sei socio o hai già un abbonamento? .

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!