Frandino, decostruzione di un amore

Di

Quando e come finisce un amore, quando e come qualcosa dentro si rompe, e continua a rompersi sempre di più. Un viaggio dentro se stessi, un bel romanzo.

La costruzione di un amore è tema assai frequentato dalla narrativa. A ragione: infatti tutti ci abbiamo fatto i conti e tutti ne vorremmo sapere di più, magari per l’interposta persona che solo la narrativa sa offrire. Per il suo contrario, chiamiamolo «decostruzione di un amore», il discorso è invece molto diverso. I libri dedicati alla distruzione graduale e sistematica di una relazione sono molti di meno. Ovviamente non ci si riferisce alle narrazioni dedicate alle delusioni, alle crisi devastanti, o alle incomprensioni: insomma di tutto quel bagaglio di emozioni lancinanti che fanno da scorie alla chiusura di un rapporto. Il tema del libro scelto questa settimana, «E’ tutto quello che ti meriti», è proprio la vivisezione di una storia che non c’è più, meglio che sta morendo.

L’ha scritto una «quasi» debuttante: Barbara Frandino per la Einaudi. «Quasi» perché prima aveva pubblicato un paio di libri per bambini. La storia proposta adesso, scritta con una penna che sembra un bisturi di ultima generazione (sterilizzato, tagliente, luccicante) e inserita in un’architettura testuale azzeccata (paragrafi brevi e folgoranti), incolla subito il lettore alle pagine. Per rendere l’idea basta citare una delle scene indimenticabili: lui che cade dall’albero in giardino, perde conoscenza e lei, dopo aver chiamato l’ambulanza, se ne torna stranita e senza emozioni in casa, poi riordina un po’ e se ne va al bar. Altra immagine forte è quando lei colloca la da lui tanto amata poltrona … in giardino, e lui ci si siede sotto la pioggia. Sembra quasi di rivedere una versione corretta e aggiornata del film «La guerra dei Roses» (1989, firmato da Danny De Vito e ricavato dall’omonimo romanzo scritto da Warren Adler). Ma «In quello che ti meriti» c’è altro, e di più. La crepa insanabile fra marito e moglie è data da un tradimento «casuale», o di … avventura. Lui, il volto noto della televisione, si ritrova nella situazione di una paternità extraconiugale inaspettata, non voluta ma accettata. E lei, la ghostwriter, quella che «deve» scrivere in segreto, si ritrova nascosta anche negli affetti. Troppo, troppissimo: inizia qui il viaggio verso l’inferno. Che è dentro di lei, la voce narrante. In superficie la vita continua, ma le incomprensioni si moltiplicano pagina dopo pagina, la distanza aumenta e in una mirabile ricerca dentro di sé, la decostruzione diventa irrefrenabile. Sono dolori inenarrabili, in special modo quando appaiono suppliti dall’indifferenza, o estraniazione. Quei gesti della normalità quotidiana che prima sembravano espressioni di sintonia e affetto mentre adesso sono semplicemente insopportabili. Il rapporto matrimoniale viene sottoposto ad una Tac feroce e i continui flashback, le ricostruzioni postume, innalzano lo stile della Frandino a altissimi livelli. Il senso di assenza che da individuale si fa di coppia, con i ricordi che da colorati diventano in bianco e nero, e tutto resta sospeso, fino a quando uno dei due riuscirà a trovare la forza per staccare la spina. Il lettore se lo aspetta, perché inevitabile, ma una volta toccato il fondo si scava, in profondità mai viste. «Ognuno si adatta all’assenza per assomigliare di più a quello che manca che a quello che resta».

Una bella lettura, che inquieta. Un testo che, lo si scrive come complimento, può essere stato scritto solo da una donna. E, alla fine, fantastica l’idea della scena di lei con motosega sotto la neve, dopo aver letto il quotidiano del giorno prima ed aver ignorato una gentile domanda del vicino, lei … . Bello, bello, bello.

«E’ quello che ti meriti», di Barbara Frandino, 2020, ed. Einaudi, pag. 144, Eu.: 16,00.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!