Il virus non esiste

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Le opinioni sono sacrosante. Uno può credere di essere figlio di Elvis Presley e Lady Gaga, di essere immortale, di essere il Messia. Uno può avere convinzioni particolari, come il fatto che se cammina sulle strisce pedonali deve saltarle due a due pena la morte. Tutte convinzioni che sono prevalentemente innocue.

Poi ci sono persone, e lo vediamo durante questa epidemia, che ritengono che la loro libertà, anche se infima e ridicola, possa avere la meglio sulla malattia, mettendo in pericolo gli altri. A volte questi comportamenti, che sono peraltro intollerabili, sono anche letali.

Intollerabili perché la legge è uguale per tutti e perché c’è gente che rischia la vita. Possiamo fare un paio di esempi pratici:

1) Dmitry Stuzhuk, 33 anni, blogger e influencer ucraino, muscoli scolpiti, tatuaggi in bella mostra. Sul suo profilo foto in canottiera mentre esibisce i muscoli, ma anche tenere immagini da papà, quando prende in braccio una figlia o si fa un selfie con l’altra. Per Dmytri il virus era “come una banale influenza”.La sua ultima foto postata era con la mascherina a ossigeno che lo ventilava dopo il ricovero. Ora le sue figlie sono orfane.

Il suo epitaffio ha l’amaro sapore della sconfitta e della consapevolezza:

“Voglio condividere come mi sono ammalato e mettere in guardia tutti. Ero uno che pensava che il Covid non esistesse, finché non mi sono infettato. Non ha vita breve! E’ pesante”.

2) Siamo su un aereo Easyjet che fa la tratta da Belfast a Edimburgo. A una passeggera senza mascherina viene intimato di indossarla, come tutti gli altri passeggeri, anche perché l’aereo è pressurizzato e dunque l’aria rimane all’interno. La donna stizzita si rifiuta, fino a dover costringere uno steward a farla scendere. Avviandosi per il corridoio tossisce addosso agli altri passeggeri gridando “muoiono tutti, di coronavirus o altro!”

Siamo di fronte a due comportamenti sciocchi. Il blogger ucraino ha pagato carissimo il suo errore ma ha avuto perlomeno la consapevolezza di dover avvisare le centinaia di migliaia di persone che lo seguivano, la passeggera irascibile ha avuto un comportamento non solo idiota, ma crudele e infantile nei confronti degli altri passeggeri. Come una bambina viziata, che rompe la bambola dell’amichetta perché lei non può averne una uguale.

Se nel primo, per il povero Dmitry siamo di fronte a un comportamento poco intelligente, riscattato però al tragico epilogo della sua storia, nel secondo caso affrontiamo proprio uno di quegli egomaniaci convinti che la loro presunta libertà sia un valore più alto di qualsiasi altra cosa. Un comportamento arrogante e in questo caso letale, come quello di una persona che non usa i freni in auto con la scusa che gli fanno male i calli, falciando così inconsapevoli pedoni. Problema loro? No, dei pedoni, non dovevano trovarsi lì mentre io ho il diritto a guidare senza freni.

Ecco perché certi comportamenti sciocchi e privi della necessaria empatia verso la collettività vanno sanzionati duramente e inflessibilmente. Per la società civile, è intollerabile che comportamenti egocentrici mettano in pericolo la vita altrui, perché chi si comporta così è alla stregua di un pirata della strada che dice: “tanto non capita niente”, finché non si trova a ciglio di una strada con un cadavere trenta metri indietro sul selciato.

Non è tollerabile, per la nostra società, che ci sia chi non obbedisce, diventando potenziale veicolo di contagio e facendo pagare il proprio immorale comportamento a persone più deboli e anziane. Per cui, la nostra libertà, come dovrebbe essere acquiasiito da secoli, finisce dove comincia quella degli altri.

Che i no mask e compagnia bella lo capiscano chiaramente.

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