Mai così pochi morti sulle strade

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Fortuna vuole che di tanto in tanto ci s’imbatta anche in una qualche buona notizia. Per la prima volta da quando vengono raccolti i dati statistici sul numero di incidenti sappiamo che nel corso del 2019 ci sono state in assoluto, sulle strade ticinesi, meno morti di sempre. Il dato, reso noto dall’Istituto RASS (ricerca, aggiornamento, sicurezza stradale) è in linea con l’andamento positivo degli ultimi anni che ha visto una costante diminuzione degli incidenti mortali, sia sulle nostre strade che nel resto della Svizzera.

Siamo così passati dal bollettino di guerra del 1972 quando in un solo anno in Ticino si contarono 82 morti ai 6 dello scorso anno. Un minimo storico che è un record. E, per la prima volta nella storia, feriti e vittime in Ticino sono inferiori anche alla media svizzera. Per capirci sono definitivamente tramontati i tempi in cui, in nome della libertà, si protestava per l’obbligo di allacciarsi la cintura o per quello d’indossare il casco. Anche perché la libertà di farsi tanto male andandosi a schiantare contro un muro non è una vera libertà. A meno che dietro ci siano dei propositi suicidi.

Fortuna vuole che, come spesso accade, dopo l’iniziale mal di pancia per nuovi obblighi o proibizioni si finisca per accettare tutto, o quasi. Basti pensare alla polemica che seguì all’introduzione del divieto di fumare nei locali pubblici. A distanza di qualche anno nessuno tornerebbe più indietro a quel periodo. Perfino molti di coloro che nel frattempo non hanno comunque smesso di fumare. E anche in quel caso c’era chi invocava una falsa libertà, quella d‘intossicare il vicino di tavolo a ristorante. Un atteggiamento che non è cambiato neppure di fronte all’obbligo recente d’indossare la mascherina per proteggersi dal contagio da Coronavirus.

L’essere refrattari alle regole è parte della natura umana. Un atteggiamento che si ritrova, cristallino, nei bambini. Ed è per questa ragione che, di pancia, alcune leggi risultano indigeste. Eppure se il numero di feriti leggeri, feriti gravi e morti sulle nostre strade è calato drasticamente, non lo si deve certo alla buona volontà o all’accortezza del singolo, ma alle regole e alle leggi, talvolta ritenute troppo severe che, per esempio, puniscono chi preme oltremisura il piede sull’acceleratore.

Sappiamo tutti benissimo cosa rischia un pirata della strada. Se poi ci aggiungiamo anche i passi avanti fatto nell’ambito della sicurezza automobilistica ci rendiamo conto come certe conquiste di civiltà, siano faticose e spesso combattute malgrado poi ci portino a un cambiamento di mentalità e un salto non da poco se pensiamo che a inizio anni Settanta erano oltre 1’700 i morti (le auto in circolazione poco più di 1,4 milioni), mentre lo scorso anno gli incidenti mortali sono stati soltanto 187 (con 4,6 milioni di auto sulle nostre strade).

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