Mamma li SUV!

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Puntualmente, all’inizio di ogni nuovo anno scolastico, si ripresenta lo stesso identico problema di sempre con la carovana di auto e in particolare di SUV che stazionano nei pressi delle scuole. Un’invasione, un assedio di auto che, oltre a transitare in più di un’occasione a velocità sostenuta, vengono parcheggiate in modo selvaggio o peggio ancora si fermano proprio davanti all’ingresso della sede scolastica di turno pur di caricare e scaricare i bimbi. Tenere creature che così non riescono più a fare due passi, neanche a volerlo. Alla guida mamme fin troppo amorevoli che si contendono ogni centimetro quadrato d’asfalto pur di avere un posto in prima fila in questa surreale sfilata di mostri meccanici a quattro ruote.

Così anche quest’anno, le autorità comunali si sono viste costrette a richiamare all’ordine le agguerrite mamme automunite. A tal proposito è di questi giorni lo sfogo sulla stampa del municipale Roberto Malacrida, capodicastero educazione e cultura del Comune di Bellinzona, che deluso e preoccupato ha detto: “Chiediamo più rispetto”. Rivolto soprattutto a quelle mamme che dai finestrini gridano “Forza andiamo”, “Sono qui” e “Salta su”. Bambini che devono stare attenti a non farsi investire dalla mamma di un qualche compagno. Ma pensando a questi poveri bambini con i loro zainetti colorati, c’è proprio bisogno di star loro sempre così appiccicati? Oltretutto con il pericolo d’incasinare l’autostima e l’indipendenza di questi poveri futuri adulti. Sono davvero passati i bei tempi in cui, strada facendo, scambiavi due parole con i compagni di scuola e facevi un tiro di pallone con gli amici. Perso anche il momento ludico che precedeva il ritorno a casa, tutti insieme, a piedi o con il bus. Volati via come d’incanto sulle ali di un diabolico SUV.

Svizzera terra di macchinoni

Il nostro Cantone però non fa altro che seguire a ruota la tendenza nazionale, quella di possedere macchinoni potenti e performanti buoni per ogni situazione. Su dieci auto nuove, quasi la metà sono dei SUV. E chi se ne frega dei consumi o dei soldi necessari per accaparrarsene uno. Il 42% dei nuovi veicoli acquistati sono SUV, per un totale di quasi 70’000 veicoli. Cifre perfino superiori a quelle della vicina Germania che è al 31%. Una quota che secondo l’esperto Ferdinand Düddenhofer continuerà ad aumentare: “La Svizzera diventerà sempre più simile agli Stati Uniti, raggiungendo il 45% entro il 2025”. Fatto che secondo Ata, Associazione traffico e ambiente, non potrà che essere un problema serio: “In generale si tratta di vetture più pesanti e quindi consumano di più”, conferma un suo portavoce. L’UPSA, Unione professionale Svizzera dell’automobile non è però d’accordo e ribatte affermando che: “Anche fra i SUV ci sono tassi di consumo, se non proprio bassi, almeno ragionevoli.” Insomma un botta e risposta che ci fa capire come molto difficilmente si arriverà a un accordo tra chi li odia e chi non ne può fare a meno.

Per il bene nostro e dei nostri figli

Compatto, crossover o grande volume, cos’è un SUV? SUV sta per Sport Utility Vehicle. L’acronimo in italiano ci dice che si tratta di un “veicolo di utilità sportiva”, dall’assetto rialzato, tendenzialmente con trazione integrale. Un veicolo voglio immaginare concepito per le dune del deserto da superare, il Rio delle Amazzoni da dover guadare o per affrontare le strade sterrate e le buche di una foresta vergine. Ma il senso di un SUV in piena città, dove l’ostacolo maggiore potrebbe essere il cordolo di un marciapiede o il dosso che comunque è lì per qualcosa, qualcuno me lo sa spiegare? Perché questa febbre da cavallo per il mezzo grande superprotetto e volumetricamente ingombrante? Io credo che fondamentalmente sia per sentirsi più sicuri. Protetti in un involucro di acciaio che non può certo competere con la poca sicurezza di un’utilitaria. E, per carità, le scelte sono scelte. Ma allora perché si parla tanto di aria da preservare e di spazi verdi da salvaguardare proprio per i nostri figli, se poi andiamo tutti in giro col SUV? Non si tratta forse di un controsenso? Appelliamoci anche alla sicurezza, ma se poi su queste strade, quando va bene, si procede a passo d’uomo? Ma è davvero per il bene dei nostri figli che li accompagniamo sempre e ovunque, non permettendogli di socializzare con i loro coetanei? Ma se li lasciassimo vivere questi nostri bambini? Magari insegnando loro che la strada che li separa da scuola è solo il primo piccolo tratto di una percorso di crescita che può benissimo fare a meno del SUV.

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