Quadri: grattati tu, che mi gratto anch’io

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GrattaR$I. È stato questo l’unico misero commento che il Mattino ha saputo partorire pensando al servizio sulle fake news andato in onda venerdì a Patti Chiari. “Certo che alla Pravda di Comano non hanno davvero nulla da fare se la trasmissione Patti Chiari raschia il fondo del barile al punto da ridursi a postare degli annunci farlocchi nei gruppi di faccialibro (facebook) per vedere se poi qualcuno ci casca”, si legge sul cartaceo domenicale che del giornale ha solo le fattezze.

Ma facciamo prima un passo indietro. Tutto comincia qualche tempo fa. L’idea di partenza è quella di vedere come possa accadere che una notizia farlocca, inventata a tavolino, in questo caso dalla redazione di una trasmissione tivù della RSI, possa diffondersi senza che nessuno si accorga che si tratti di una notizia palesemente falsa. L’idea è quella di inventarsi un annuncio di lavoro (certamente verosimile), di una catena di supermercati (però inesistente), la Euro Smart, pronta ad assumere frontalieri come fattorini per consegnare la spesa fatta online ai propri clienti ticinesi.

Ad aver abboccato acriticamente alla panzana ci sono stati il portale informativo Ticinolibero e, prima ancora, nientemeno che il consigliere nazionale Lorenzo Quadri. Oltre che a circolare su facebook, trovando nel direttore del Mattino un propagatore ignaro della bufala, la questione ha avuto anche un ampio rilievo proprio sul Mattino. Il tono con cui Quadri ha commentato la notizia è il suo solito tono stizzito da “A san pò pü, è ora di finirla”. Salvo poi sminuire e relativizzare l’accaduto di fronte al giornalista RSI che per Patti Chiari ha realizzato l’inchiesta, nel momento in cui proprio al buon Lorenzo chiedeva lumi sull’accaduto.

Un gustoso siparietto che vi consiglio di andarvi a rivedere se vi è sfuggita la puntata in questione perché vedere Quadri accampare scuse dicendo che, in fondo, si sa che non tutto quello che si legge su facebook è vero, è davvero una tra le cose più divertenti viste in tivù di recente. Ma l’apice il nostro eroe lo raggiunge con la risposta data al giornalista quando gli chiede se andrà a cancellare quel suo post a commento di una gran balla che notizia non è. La risposta? “E ciola! Da facebook dovrei andare a cercala e capire dove sarà scappata, visto che un po’ di giorni sono ormai già passati. Ma sì può anche cancellare, sì certo…”, risponde tra il nervoso e l’imbarazzato Lorenzo Quadri.

Del resto perché cancellare una balla da facebook quando si possono placidamente trascorrere le giornate a grattarsi la pancia o a scrivere altri post commentando cose che nemmeno ci si è dati la pena di verificare se sono vere o meno? “Ci piacerebbe sapere – aggiunge il Mattino – quanto costa la trasmissione Patti Chiari per produrre simili “cagate pazzesche” (cit. Fantozzi), che poi i kompagni di Comano tentano di strumentalizzare politicamente (uhhh, che pagüüüraaa!). Tanto per fare un paragone, ricordiamo che una singola puntata di Falò costa 150mila Fr… qui non saremo molto distanti! Da ricordare inoltre che Patti Chiari venne bacchettata perfino dall’inutilissimo Consiglio del pubblico della COR$I, che ne censurò la deriva verso l’informazione-spettacolo!”

A noi invece piacerebbe tanto sapere se Quadri e i suoi compagnucci del tandem Lega /UDC sanno che quello che ha fatto la RSI con Patti Chiari non è stato altro che applicare su scala locale un già rodato metodo giornalistico visto in “The Great Hack” o in “The Social Dilemma”. Un modo di fare giornalismo che ha portato a smascherare inciuci e intrallazzi. Gli stessi che hanno portato la politica a servirsi dei social per fare della becera propaganda, fomentando le paura e la rabbia della gente. E non certo per informarla o fornirle informazioni che fotografano la realtà per quella che è. Tutti noi tendiamo a credere a ciò che vorremmo fosse vero. Ma prima di arrivare a confondere Lorenzo Quadri con Winston Churchill o il Mattino per un vero giornale ce ne passa eccome.

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