Razza, parola cancellata dalla costituzione

Di

“Ma come parli?”, urlava ossessionato dalle parole Nanni Moretti nel suo film “Palombella rossa”, Sì, perché come ripeteva il suo protagonista “le parole sono importanti. Sono le parole a dare forma i pensieri, a costruire il nostro modo di essere, le nostre convinzioni. Ieri leggevo che la parola “razza” sarà cancellata dalla costituzione tedesca, è quanto riporta il giornale tedesco Suddeutsche Zeitung in prima pagina. Ma sentivo anche Matteo Salvini, con tanto di mascherina pro Trump, che si scagliava contro il governo italiano per non aver fatto nulla ribadendo come la parola “coprifuoco” non gli piaccia per niente.

Insomma, attraverso le parole, costruiamo al nostra identità fin dai primi mesi di vita. Parole che ci accompagneranno per il resto dei nostri giorni. Ed è proprio per questo motivo che le parole usate per scrivere l’atto normativo che definisce la natura, la forma, la struttura, l’attività e le regole fondamentali dell’ordinamento giuridico di uno Stato di diritto, non possono essere parole scelte a caso o peggio quelle sbagliate, come nel caso di “razza”, una parola che in Germania, se pensiamo alle pagine più buie della storia del Novecento, ha una valenza ben diversa che altrove.

Ecco perché Angela Merkel, il vicecancelliere Olaf Scholz e il ministro dell’Interno Horst Seehofer hanno deciso di comune accordo di abolirla visto che, nell’articolo 3 della costituzione tedesca, compare ancora. L’articolo in questione parla del fatto che nessuno dovrebbe essere penalizzato, discriminato o avvantaggiato “a causa della razza”. Un termine che ai Verdi e alla loro leader in Parlamento Katrin Göring-Eckardt ha fatto storcere il naso perché “razza” è una parola già di per sé carica di “ingiustizia ed esclusione”.

La parola “razza” sarà cancellata, ma resterà immutata la condanna e il monito contro il razzismo. La parola “razza” è infatti scientificamente scorretta se riferita all’uomo: il corredo genetico umano non può essere suddiviso in razze. Non siamo cani, nel senso che tra di noi esseri umani non ci sono così grandi differenze morfologiche e di dimensioni così come possiamo nel più fedele amico dell’uomo. No, il termine razza non ha nulla a che fare con la scienza. Gli uomini non sono stati isolati geograficamente abbastanza a lungo da creare varietà genetiche distinte.

Ancora oggi l’uomo è un animale nomade e in costante movimento. Le varietà umane continuano a diluirsi una nell’altra. Il rimescolamento genetico è, tra l’altro, alla base della variabilità di tutti gli esseri viventi e della loro capacità di adattarsi con successo alle insidie dell’ambiente. Pensando all’uomo, a rimanere fisse e granitiche, sono invece certe sue attitudini, alcuni suoi istinti. L’uomo è un maestro nel creare muri, steccati che inevitabilmente producono discriminazioni tra etnie, fra gruppi e perfino tra nazioni. Ad alimentare tutto questo ci sono spesso le parole. Ecco perché le parole sono importati e saperle usare bene è oggi più che mai fondamentale.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!