Sulmoni: sappiamo davvero tutto del calcio?

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Tutti sappiamo tutto del calcio. Sarà vero ? Leggiamo Fulvio Sulmoni, ex-calciatore professionista … .

Il libro di questa settimana è speciale per un po’ di motivi. Anzitutto perché l’ha scritto un giovane ticinese NON scrittore: Fulvio Sulmoni, calciatore professionista nella massima divisione svizzera per svariati anni, con le maglie di Bellinzona, Thun e Lugano (171 le sue presenze, 8 le reti segnate). Poi perché affronta temi che tutti pensano di sapere ma pochissimi conoscono veramente (è una questione di punti di vista: qui abbiamo un resoconto espresso in prima persona). Infine, ma non da ultimo, perché in «Piacere di averti conosciuto» la scrittura viene elevata al suo ruolo più nobile, quello della liberazione o catarsi: «L’ho scritto per togliermi un peso» ha dichiarato Sulmoni in un’intervista televisiva.

Parecchi gli argomenti trattati in questo libro, stampato dalla Vignalunga di Mendrisio. Dai rapporti con allenatori, compagni, dirigenti, procuratori e giornalisti al tipo di comunicazione vigente in questo particolare mondo. Dal senso di solitudine permanente, pronto ad esplodere nel caso di incidenti professionali, alla ricerca di quel sottile equilibrio tra quanto viene narrato («gran bella prestazione», «fantastica rete decisiva») e la realtà quotidiana, con i propri affetti, fragilità e preoccupazioni («Il nuovo acquisto gioca nel mio ruolo: qui mi sa che il mio posto di lavoro vacilla»).

L’esito finale ? Una giungla. Nel suo piccolo il calcio svizzero è identico a quello dei paesi confinanti, europei, mondiali. Un mondo dominato dalle falsità, dalla retorica vuota ma sempre funzionante, dall’ipocrisia. Con clamorosa sconfessione in risposta alla domanda di fondo, quella che ci si deve sempre porre, la mamma di tutte le domande: «lo sport fa bene?». Inequivocabile il responso: «quello professionistico, no».

Sacrosanta la raccomandazione ai famigliari di non sentirsi genitori dei novelli Maradona o Pelè: non è nuova ma fa bene ribadirlo in ogni dove. E del resto la biografia del nostro ci ricorda che, ad esempio, lui non ha mai ricevuto alcuna forzatura dall’ambito famigliare (chapeau!).

Forse con qualche ripetizione di troppo, come la dichiarazione di sincerità ribadita a più riprese, e qualche contraddizione (scrivere male malissimo di allenatori eppoi citarne tanti nei ringraziamenti a fine volume …), «Piacere di averti conosciuto» non manca mai di interessare il lettore. Il suo pertugio di osservazione è originale, quel che si teme puntualmente si avvera (sorrisi e pacche sulle spalle quando si vince, silenzio o peggio quando si perde: ma non dovrebbe essere il contrario?) la falsità nei diversi rapporti regna incontrastata («ma quale forza di gruppo o spirito di squadra? il «mors tua vita mia» è comandamento di pratica quotidiana»).

A volte sembra quasi che il titolo sia pura ironia. Per le soddisfazioni o i piaceri in queste pagine vi è pochissimo spazio. Eppure, immaginiamo che una qualche soddisfazione Sulmoni se la sia tolta nella sua carriera in pantaloncini corti, pensiamo alle 19 partite nelle coppe europee, al campionato vinto con la Under 21, a partite memorabile che tanti tifosi ricordano … .

Certo a condizionare molto la narrazione vi sono motivi personali eccezionali. Da una parte il «colpo» del tumore scoperto (eppoi risolto) ad un testicolo, dall’altra la nascita del figlio. Due eventi potenti, in grado di scombussolare nel bene come nel male la vita di chiunque. E a smuovere l’energia per mettersi di fronte alla pagina bianca … .

Interessanti le citazioni relative al mondo dello sport, due opere che ci si permette di consigliare anche da questo piccolo presunto pulpito: «Open» di Agassi e «Fragile» di Marco Van Basten. Opere dalle quali si desume una grande verità: «la gioia e la contentezza per un’impresa vinta dura molto poco, la delusione e lo sconforto per una sconfitta invece non finiscono mai». Regola valida per lo sport, ma no solo. Imponente la documentazione in allegato. L’introito della vendita di questo libro è destinato ad una fondazione.

«Piacere di averti conosciuto», di Fulvio Sulmoni, 2020, ed. Vignalunga, pag. 158, Fr.: 20,00.

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