Trump battuto come un tappeto

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Secondo dibattito (stavolta a distanza) tra Trump e Biden. Per la prima volta The Donald sembra non essere a suo agio e appannato. Poco incisivo, secondo i sondaggi ha perso ai punti anche stavolta.


Sia chiaro che a chi scrive Joe Biden non entusiasma. Pur non ritenendolo ricettacolo di tutti i mali come l’ala sinistra dei dem che sosteneva in grandissima parte l’ottimo (e qui bisogna ammetterlo) Bernie Sanders, sono cosciente delle sue debolezze.

Biden è troppo “lento”, non è incisivo né particolarmente carismatico. D’altra parte ha quel profilo ministeriale e presidenziale, pacato e dignitoso un po’ alla Roosevelt (con le dovute proporzioni), e nell’era del post Covid, questo è evidentemente un profilo che convince più gli americani di quello da supereroe tarocco di Donald Trump, passato ormai di moda.

In una sfida a distanza dettata dal Covid e dalla contagiosità del presidente (anche se lui nega), Trump ha dovuto stavolta confrontarsi con una giornalista della Nbc, la quarantottenne Savannah Guthrie*, decisamente meno compiacente del precedente professionista della Fox, rete televisiva notoriamente vicina alla Casa Bianca.

Se il precedente dibattito è sembrato, soprattutto grazie a Trump, una rissa da osteria, quello recente ha portato acqua al mulino tranquillo di Biden. (leggi qui sotto)


in questo secondo confronto, il presidente in carica ha faticato a dribblare questioni pesanti come il razzismo e il virus, entrambi temi che da una parte mobiliteranno maggiormente neri e minoranze, dall’altra gli stanno erodendo il consenso tra la popolazione anziana e più vulnerabile al Covid, popolazione che quattro anni fa lo aveva favorito.

La Guthrie, un vero osso duro, ha incalzato il presidente, diventando così l’eroina dei democratici. Al punto che per alcuni, questo dibattito è stato il chiodo definitivo sul coperchio della sua bara elettorale.

Anche il fisco e le sue tasse ridicole sono finite sotto la lente e hanno fornito al pubblico risposte stizzite e poco esaustive. In poche parole, stavolta gli scheletri nell’armadio presidenziale non sono più riusciti a nascondersi, apparendo nella loro anoressica nudità . Scrivevamo a inizio ottobre, dopo le rivelazioni del NYT sulla situazione fiscale e debitoria del presidente USA:


“ Donald Trump, l’attuale presidente degli Stati Uniti, con il suo atteggiamento e le ultime notizie sulle sue prodezze fiscali fa quasi da contrappasso all’ex presidente dell’Uruguay. Secondo il New York Time il capo della Casa Bianca “ha debiti in scadenza per 421 milioni di dollari e potrebbe aver frodato il fisco chiedendo un rimborso da 72 milioni”. Nel 2016, anno della sua elezione, Trump aveva pagato in totale “ben” 750 dollari di tasse, così come per il 2017. Per dieci anni dei quindici precedenti non aveva pagato nulla, a causa delle ingenti perdite delle sue imprese. In altre parole il business andava così male, che il rosso dei conti era tale da non giustificare alcuna pretesa da parte del fisco.” (leggi qui sotto)


Alla fine, come dicono i sondaggi, anche in quest’ultimo dibattito assistiamo a una vittoria ai punti di Biden, che è rimasto serafico a guardare come il presidente si stringeva il cappio al collo da solo. Ed è emblematico notare come quando si trova di fronte il vero giornalismo, l’arrogante narrazione di un presidente folle e narciso si sgretoli come un castello di sabbia in balia della marea. Una marea che orma sembra aver lasciato il presidente solo col naso fuori e pericolosamente a pelo d’acqua.

* Savannah Guthrie è entrata a far parte di NBC News nel settembre 2007 come analista legale e corrispondente. Ha servito come corrispondente alla Casa Bianca tra il 2008 e il 2011 e come co-anchor woman del programma MSNBC The Daily Rundown tra il 2010 e il 2011. È capo analista legale in tutte le piattaforme NBC.

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