Carotenuto, il calcio come non lo si è mai letto

Pubblicità

Di

Un romanzo criminale ambientato nel mondo del pallone. Roma, Italia: i primi Anni dei Settanta. Una finestra inedita, che fa ridere e piangere. Il calcio così non lo si è mai letto. «Le canaglie» è un gran bel libro.

Le note di copertina, si sa, tendono al pubblicitario. Ogni tanto, ma dipende sempre dalla casa editrice, sono esagerate e vanno dritte all’imbonimento sfacciato. Come quando citano una frase di una star estrapolata dal contesto, oppure un riferimento a libri precedenti dell’autore. Per il titolo di questa settimana invece no, dicono la pura e semplice verità. Citiamola, eppoi seguiamola: «Roma, negli anni Settanta. Una città stracciona e sontuosa, sempre sul punto di esplodere. Un gruppo di ragazzi barbarici e passionali, di ostinato talento. Il romanzo di una squadra di calcio che ha travolto ogni regola.» .

«Le canaglie», di Angelo Carotenuto, stampato da Sellerio, è un romanzo stupefacente. Perché sembra parlare di una cosa sola, la squadra di calcio della Lazio che dalla serie B arriva in due anni allo scudetto (e lo fa in una maniera «barbarica e passionale», scongiurando tutto l’immaginabile possibile), e invece descrive in maniera ineccepibile la città di Roma nel periodo suo più difficile, quello dei primi anni Settanta. Roma, ma potremmo dire l’Italia tutta. Siamo negli anni di nascente terrorismo, di studenti morti ammazzati per motivi ideologici (in pratica uno al giorno!), di far west che coinvolge tutti (non a caso si termina con due omicidi: quello del più grande intellettuale, Pier Paolo Pasolini, e quello di un eroe in pantaloni corti, il neocampione d’Italia Re Cecconi: tutti e due assassinati).

Un romanzo che «prende» subito. Affidato ad una voce narrante azzeccatissima, un fotografo con un suo tragico percorso esistenziale e, mosca bianca per un paese che conta 60 milioni di allenatori della Nazionale, di calcio sa nulla.

La capitale si presenta con i nervi a fior di pelle. La tensione è palpabile in ogni dove e sempre. La lista dei giovani morti viene aggiornata a ritmo quotidiano, nelle case capitoline non si sono mai contate tante armi. L’approccio del nostro fotoreporter al dorato mondo del football è originale, ci deve fare i conti in un’occasione precisa: di mattina deve fotografare lo sciopero degli operai in piazza, di pomeriggio quello dei calciatori della Lazio. La veloce documentazione accumulata su questi novelli eroi in mutande, su questo mondo a parte, si dimostra subito errata. In pratica si trova confrontato con un triste circo: cattivo e burino, oltre che composto da giovani di «ostinato talento». E’ la «Roma stracciona e sontuosa» di cui si diceva.

Capricci, faide interne, nonnismo, botte, prevaricazioni inaudibili, persino armi: lo spogliatoio è questo (e si narrano episodi che hanno davvero dell’incredibile, come il rito di iniziazione perpetrato a certi nuovi compagni, o gli spari contro il gagliardetto della odiata Roma come mossa psicologica motivazionale pochi minuti prima di entrare in campo … ). Ma poi anche un allenatore che è padre e fratello maggiore, che sa tradurre in energia ogni misfatto dei suoi giocatori. Maestrelli: nomen omen, un maestro di vita per cui «Nessuno può resistere alla sincerità e alla buona fede: nemmeno quelle in malafede. I semplici promettono di meno ma mantengono di più». Questa la sua filosofia e indole, forse l’unica possibile, a conti fatti vincente. Sono pagine piene, che meravigliano e … ammaliano (il fascino del male non è esclusiva dei morti). Una cronaca spietata, che i lettori più in là negli anni ricorderanno nei suoi aspetti meramente sportivi: ora ecco l’altra faccia della medaglia, da sempre nascosta. In pratica una risoluzione del quadro prima incompleto. Carotenuto scrive come la sua voce narrante fotografa («è un cowboy appartato, coglie l’attimo, si fa scegliere dall’occasione»), freddo e preciso. Citiamo :«nella scrittura di Carotenuto c’è anche la ricercatezza barocca di Gadda, la prosa scabra e rugosa di Pasolini, il ritmo sceneggiante di Sciascia». Impossibile aggiungere altro. Se non che «Le canaglie» è davvero un gran bel libro. Dimenticavamo la foto di copertina, quella che ritrae Giorgio Chinaglia con la divisa professionale (scarpe di calcio, pantaloncini e maglia … con in mano un fucile, in uscita dallo spogliatoio), quella foto è autentica. E suggerisce molte cose, poi ampiamente mantenute nelle 354 pagine.

«Le canaglie», di Angelo Carotenuto, 2020, ed. Sellerio, pag. 354, Euro: 16,00.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!