Covid e anziani, le cure a che prezzo? 1a parte

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Già si è scritto – anche noi di Gas lo abbiamo fatto – rispetto a come i giornali italiani hanno trattato la notizia di un protocollo medico in cui la Svizzera, a fronte di un’ipotetica emergenza da Covid, negherebbe le cure agli anziani. Sappiamo bene che la questione è ben più complessa e che non riguarda solo gli anziani.

Un’ipotesi e un’eventualità, quella di dover scegliere a chi dare la precedenza, che ci si troverebbe a dover applicare solo nel caso in cui la situazione sanitaria divenisse insostenibile e che porterebbe alla scelta tramite triage (ovvero classificare chi curare prima, chi dopo e chi non curare affatto in base a delle priorità definite). Per fortuna fino ad ora pare proprio che non ce ne sia stato bisogno perché il sistema sanitario – a differenza che in Italia – finora ha retto.

La Svizzera lo ha messo nero su bianco in modo chiaro e leggibile per tutti, l’Italia invece no, condannando di fatto a tali scelte i singoli operatori sanitari che sono stati lasciati soli anche in queste tremende decisioni.

D’altra parte l’italia ha politici scafati e di lungo corso quali il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che ha candidamente twittato che nel suo territorio la maggior parte dei morti per Covid sono “persone anziane, per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che (bontà sua, ndr) vanno però tutelate”.

Giovanni Toti, fedelissimo cortigiano di Silvio Berlusconi, inizia la sua carriera come giornalista in Mediaset, l’azienda del Cavaliere di cui divenne in seguito consigliere politico, poi europarlamentare di Forza Italia, poi coordinatore nazionale, sempre di Forza Italia, e infine oggi lo troviamo in Regione Liguria a presiedere una giunta di destra. 

Chissà se il suo mentore e protettore lo ha chiamato per dirgli che anche lui ha più di ottant’anni (84 per la precisione) e che anche lui è stato colpito dal Covid? L’amico Silvio però è andato in una clinica privata a farsi curare, con tutti gli onori di casa, accolto da una folta equipe medica e con ogni tipo di strumentazione lì a sua disposizione. Perché è solo una questione di portafoglio, è ancora una maledetta questione di quanti soldi hai o non hai. E non se sei un anziano, un marziano o chissà cos’altro!

Toti ha solo chiarito quello che in molti pensano ovvero che esistano vite di scarto perché improduttive dimenticando però che il virus mette in pericolo la salute di tutte le persone, non solo degli anziani, e che tutti quanti vanno protetti e hanno il diritto a una sanità degna di questo nome. 

In Lombardia le scelta fatte da oltre vent’anni di governo saldamente in mano alla destra hanno portato al collasso del sistema pubblico per favorire la sanità privata. Una regione che oggi, in piena ripresa della crisi Covid, non è in grado di vaccinare contro l’influenza i suoi cittadini più a rischio perché non è stata capace di approvvigionarsi dei vaccini necessari. I lombardi però possono rivolgersi alle strutture private (che chissà come i vaccini li hanno) e ricevere la prestazione al costo di anche 100 euro. 

Gino Strada, fondatore di Emergency, lo ripete da tempo: “Quando una struttura sanitaria che dovrebbe essere ospitale con chi soffre diventa un’azienda in cui si gioca con i rimborsi ed il pagamento a prestazione, si mette in atto un crimine sociale”. Come non essere d’accordo?

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