Green: Gli USA cambieranno rotta

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Sinceramente non è importante chi sia il presidente Usa, le partigianeria possono andare in secondo piano, quello che importa sono le politiche. Biden ha stabilito che il primo giorno della sua nuova presidenza, ratificherà l’accordo sul clima di Parigi.

Un segnale forte che dà comunque l’idea di quale sia la direzione della nuova amministrazione USA. Ratificato a sua volta da Barack Obama anni fa, era diventato carta straccia nel giugno del 2017, a pochi mesi dall’insediamento di Donald Trump alla casa bianca.

Non solo un segnale importante, ma un cambio di rotta fondamentale per tutto il pianeta, che vedrebbe così uno dei più grandi Paesi del mondo appoggiare l’accordo come ha già fatto la Cina, insieme ad altre 195 nazioni anni fa. Biden così, rassicura anche l’ala sinistra dei democratici, che con Alexandria Ocasio Cortez, sono tra i maggiori fautori del green new deal americano.

Ma cos’è, e come nasce il green new deal? Di base è frutto degli studi della News economics foundation, che parte dall’assunto che le crisi che hanno colpito nel primo decennio (climatica, finanziaria ed energetica) sono in realtà un’unica grande crisi che può essere combattuta con misure politiche ed economiche ben precise. E negli USA? Leggiamo dal sito online lavialibera.it:

“A livello politico, nonostante l’ostruzionismo del presidente Donald Trump, gli Stati Uniti sono stati il primo Paese a discutere questo pacchetto di riforme verdi, proposto a febbraio 2019 dalla deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez. L’idea della più giovane deputata della storia americana è che la crisi climatica contenga tutte le altre crisi e che la lotta per il raggiungimento degli obiettivi ambientali vada di pari passo con quella per gli obiettivi sociali. Secondo Ocasio-Cortez il Green new deal è l’occasione per ridisegnare la politica economica creando nuovi posti di lavoro e riducendo le disuguaglianze.”

E infatti, sembrerebbe che la Cortez, verrà a far parte con John Kerry e Al Gore della task force per il green new deal della nuova amministrazione. Ma l’Europa non dorme, anzi, è già avanti o almeno lo sono alcuni membri, come Germania o Portogallo, Paesi virtuosi per quanto riguarda le energie alternative. Ne avevamo parlato in maniera molto esaustiva già in questo articolo di inizio ottobre (leggi qui sotto).


Ora non resta che sperare, per il pianeta, per le istanze verdi e per le energie alternative, che Biden mantenga la promessa e che i repubblicani ascoltino di più i mercati, già in parte orientati nella green economy, un Eldorado tutto da scoprire e che promette rendimenti migliori dell’energia fossile.

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