Il medico italiano che accusa il Ticino

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Daniela Baratelli è medico condotto a Carlazzo, in Val Menaggio, nel comasco. È diventata suo malgrado famosa, per aver dichiarato che per l’Italia sarebbe meglio chiudere le frontiere col Ticino.

Secondo il medico, i territori di sua competenza nel Porlezzese, i frontalieri che lavorano in Svizzera sarebbero tra i maggiori vettori di malattia. Questo ha naturalmente suscitato le ire di molti ticinesi. Leggiamo da La Regione Ticino il messaggio inviato ai suoi pazienti:

“Cari pazienti qui la situazione Covid è molto pesante! La vicinanza con la Svizzera ci ha penalizzati, essendo i nostri frontalieri esposti a contatti continui con gente positiva irresponsabile. Non riesco più a segnalare i molteplici casi che ogni giorno aumentano esponenzialmente. Vi prego, chi può rimanere a casa lo faccia. Non riesco quasi più a segnalare i casi di positività al Covid-19”

Un annuncio drammatico, che alcuni ticinesi hanno letto come un’offesa al Paese. Dispiace dirlo, ma c’è, in noi ticinesi, sempre quel velato senso di superiorità nei confronti degli italiani, una mentalità che però non ci fa onore e che oltretutto, spesso, ci fa perdere il reale senso o l’oggettività dei fatti. I commenti sotto l’articolo de La Regione si sprecano, da offesi a iracondi, alcuni arrivano addirittura a minacciare. Dall’elegante e lapidario “che si fotta”, al più prosaico e pratico “quindi se chiudessimo le frontiere faremmo un favore agli italiani! chiudere subito almeno avremo meno traffico meno inquinamento meno casino!” passando attraverso contumelie di vario grado “Si è una dottoressa spara c…..te! Che str……a!.” Con un secco commento del Consigliere comunale leghista Omar Wicht: “Non venite più, non vi vogliamo”.

Nel mezzo, una pletora di varia umanità, per la maggior parte non molto accondiscendente con la dottoressa. Eppure tecnicamente il medico ha ragione. In questa seconda ondata, la Svizzera e il Ticino sono tra i peggiori focolai di Covid (molto più dell’Italia). La regione di Ginevra, addirittura, risulta nella top ten dei peggiori posti in Europa dove è possibile contrarre il covid19.

Le cifre, nonostante le incazzature patriottiche, sono palesi. I dati risalenti all’11 novembre scorso, parlano di 1148 casi per 100’000 abitanti per il Ticino, e di 648,33 per l’Italia.

Dunque il Ticino ha a oggi quasi il doppio degli infetti rispetto all’Italia.

Alla fine, distribuire colpe, da una parte e dall’altra, ha veramente poco senso e fa anche ridere. Come aveva fatto notare in un nostra recente intervista Samuele Astuti, del Consiglio regionale lombardo, Ticino e Lombardia intrattengono rapporti non solo commerciali, ma anche sociali e affettivi (leggi qui sotto).


Un astio basato sul “sei più infetto tu di me”, è anche abbastanza ridicolo, vista l’osmosi continua da una parte e dall’altra che abbiamo con la Lombardia, che ci circonda per un buon due terzi dei confini.

Calmiamo perciò gli animi, e cerchiamo di stare tranquilli, mai proverbio più azzeccato, in questo periodo, è il classico “mal comune, mezzo gaudio”.

La Lombardia è nostra sorella, se colpe ci sono, cerchiamole insieme, per migliorare, guarire e uscire dal tunnel. Le accuse reciproche servono solo a invelenire il clima e non hanno nessun senso pratico.

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