La coppia, un ecosistema unico

Di


“Insomma, in fondo … Anche lui mi ha tradita, no?”; “Beh, se lei esce con le amiche tutte
le sere allora io….”. Quante volte abbiamo sentito queste frasi? Oppure è capitato di rivolgerle agli amici di fiducia quando si cerca di giustificare un certo comportamento verso la relazione di coppia. Come se il comportamento del partner ci autorizzasse a far la stessa cosa, come se questo si potesse davvero chiamare equilibrio.

La coppia ha degli equilibri delicati e funziona come un piccolo ecosistema, ciascun
ecosistema funziona a modo proprio come un prodotto unico e irripetibile.
La cosa che mi fa riflettere è il meccanismo do ut des che mi sembra esser così largamente
sostenuto ed utilizzato all’interno della nostra società. Do ut des significa letteralmente “io do affinché tu dia” e il senso di tale frase è “scambiamoci queste cose in maniera ben definita”. Se qualcuno viene tradito dal proprio partner potrebbe sentirsi legittimato al tradimento, così come una persona con un orientamento relazionale di tipo monogamico a fronte di un partner poliamoroso si potrebbe sentire più incline a “poliamorare” anche lui.
“Certo, giusto… Non fa una piega” si potrebbe pensare, e invece le pieghe ci sono, ma
rischiamo di essere così immersi in una logica do ut des da non rendercene conto. Lo scambio
di sentimenti non può seguire una logica di mercato dove il tutto si riduce ad un dare e avere, dove ci sono delle entrate e delle uscite.
L’equilibrio non si raggiunge facendo le stesse cose che fa il partner ma con il dialogo, il
confronto, la comprensione e l’instaurazione di limiti condivisi e discussi insieme.

Il tradimento risponde spesso a delle esigenze prima di tutto personali come la spinta verso la
riscoperta di sé stessi, purtroppo siamo abituati a vederlo come un atto lesivo nei confronti
della coppia invece che una richiesta di aiuto.
Allo stesso modo una persona poliamorosa risponde ad un proprio bisogno psichico ed
emotivo che non deve forzatamente coincidere con gli stessi bisogni del partner.
Se il traditore sembra dare automaticamente la licenza di tradire al partner, e il poliamoroso
di “poliamorare”… Cosa dobbiamo concludere quindi di coloro che sono bisessuali?
Perché sono quasi certa che se ci viene concessa la licenza a tradire o vederci con altre
persone allora questo può anche sembrare interessante, ma se “la moglie è bisessuale… Con il cavolo che divento gay!”. Chiediamoci quindi che ne è stato della logica dell’equilibrio secondo la quale “si può fare quello che ci è stato fatto”.

L’orientamento relazionale, così come l’orientamento sessuale rispondono a delle esigenze prettamente personali e talvolta in nome dell’equilibrio della coppia ci dimentichiamo come ciascuno di noi sia unico e quindi con bisogni, necessità, pensieri e desideri altrettanto unici. Esistono coppie formate da una persona poliamorosa e una monogama così come ne esistono formate da una persona asessuale e una allosessuale. Il segreto? Ricordarsi che la coppia non è la banale somma dei suoi componenti, che il comportamento da adottare nei confronti dell’altro non può essere regolato come nella logica matematica da un segno uguale.

Quando un amico ci dice che si sente trascurato dalla compagna perché lei esce sempre, non
precipitiamo subito a concludere che potrebbe farlo anche lui. Quando un’amica chiede un
confronto perché il suo partner sta iniziano a parlare di poliamore, non giungiamo alla
conclusione che quindi, mal che vada, possiamo provarci anche noi perché non esistono
regole.
Spesso le persone ascoltano per rispondere, non per capire e così mi chiedo… Quando
abbiamo iniziato a far della coppia un’equazione dove tutti ci sentiamo liberi di alzar la mano
ed annunciare a gran voce il risultato?


Siate coraggiosi, siate in grado di accogliere l’altro, siate voi stessi.

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