La fabbrica dei cretini digitali

Di

Siamo completamente immersi nell’era del digitale, non c’è dubbio. Davanti a noi, in ogni momento, c’è uno schermo. Anche ora che stai leggendo il mio pensiero, ciò che ho scritto. Gli schermi sono ovunque. Casa, ufficio, scuola, a portata di mano nelle nostre tasche. Per dovere o per piacere i nostri occhi vivono incollati a uno schermo. Le nostre vite dipendono da uno schermo.

Ecco perché una riflessione su questo aspetto si fa più che mai urgente. Soprattutto se pensiamo alla confusione che spesso ci accompagna. Abbiamo in mano strumenti che il più delle volte non sappiamo nemmeno usare e dei cui benefici, limiti o danni ancora non siamo del tutto in chiaro. E se questa è la sensazione che ci accompagna pensando al mondo in cui viviamo, proviamo solo a immaginare che cosa significa per i più giovani, per i nostri bambini.

Giusto qualche cifra per inquadrare il fenomeno. Stando agli studi fin qui condotti, in Occidente, i bambini sotto i due anni trascorrono in media tre ore al giorno davanti a un monitor. Tra gli otto e i dodici anni le ore diventano cinque, e salgono a sette tra i tredici e i diciotto. Davvero vogliamo illuderci che questo nostro rapportarsi alla tecnologia più diffusa del nostro tempo, non nasconda nessuna insidia?

Ad aver dedicato al tema un suo libro, divenuto in Francia un bestseller, è il neuroscienziato Michel Desmurget che con “Il cretino digitale. Difendiamo i nostri figli dai veri pericoli del web” ha cercato di mettere in guardia tutti noi, proprio dai reali pericoli che i nostri figli corrono trascorrendo le loro giornate davanti ad uno schermo.

Purtroppo per troppo tempo abbiamo voluto credere che i nativi digitali avrebbero beneficiato delle straordinarie opportunità offerte dal mondo digitale e che tutto questo avrebbe forse permesso loro di farci fare un balzo evolutivo, rendendoci più attenti e intuitivi, pronti a cogliere le infinite possibilità offerte dalla Rete. Ebbene dobbiamo ricrederci. I dati che ci arrivano da numerose ricerche scientifiche sono allarmati e le insidie non meno pericolose di quanto sia successo per il tabacco, i cambiamenti climatici o per gli alimenti pieni di zuccheri.

Sì, perché le ricerche sono ormai concordi: tutto quel tempo passato davanti a uno schermo ha gravi conseguenze su salute, comportamento e capacità intellettuali dei nostri figli. “Semplicemente non ci sono scuse per quello che stiamo facendo ai nostri figli e per come stiamo mettendo in pericolo il loro futuro e il loro sviluppo” avverte Desmurget in una lunga intervista a BBC Mundo.

Nel corso dei secoli si è osservato come il quoziente intellettivo (QI) in molte aree del mondo sia aumentato di generazione in generazione. Di recente però, questa tendenza, ha iniziato a invertirsi. Il QI è influenzato da fattori diversi tra loro come il sistema sanitario, il livello di scolarizzazione, l’alimentazione. Ma ultimamente osservando paesi in cui questi fattori sono rimasti stabili ci accorgiamo come i nativi digitali sono i primi bambini ad avere un QI inferiore rispetto ai loro genitori. È un dato registrato in Norvegia, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e anche in Francia.

Certo non possiamo forse imputare la cosa solo ai dispositivi digitali, ma non c’è dubbio che tutti questi aggeggi diminuiscono la qualità e la quantità delle interazioni familiari e intrafamiliari, fondamentali per lo sviluppo del linguaggio e dello sviluppo emotivo dei più piccoli. A causa del troppo tempo trascorso davanti ad uno schermo si verifica una sovrastimolazione dell’attenzione, che porta a disturbi della concentrazione, dell’apprendimento e dell’impulsività, e una sottostimolazione intellettuale, che impedisce al cervello di dispiegare tutto il suo potenziale. Ecco perché parlare di “fabbrica dei cretini” non è per nulla un azzardo.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!