Le 8 sfumature dell’arcobaleno: fàmolo strano!

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Molte persone dopo aver ammesso di aver fatto delle “passeggiate” virtuali sui siti dedicati ai video porno, si dicono stupite di tutte le categorie presenti e di “tutte le cose strane” che si possono trovare.

Per citare una massima: “ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare!”; questa varietà di contenuti e categorie ci fa capire che ciascuno di noi, nella propria intimità può avere un modo unico di interpretare e vivere la sessualità. Nonostante questa ormai diffusa consapevolezza, quando chiediamo “con quante persone l’hai fatto?” facciamo in realtà riferimento ad una sola pratica: l’atto penetrativo.

Questa visione è così diffusa, che spesso le donne attratte da altre donne si chiedono (o si sentono chiedere) come sia possibile “farlo senza”. Vi è così un tabù nell’affermare che può esistere sesso senza penetrazione, che in questi tempi così particolari i sessuologi piuttosto che affrontare il tema delle alternative consigliano di “farlo con la mascherina”.

Questo suggerimento, oltre a far un po’ sorridere, va ad incentivare un’educazione sessuale fallocentrica, dove, sembrerebbero esistere dei rapporti sessuali “completi” ed altri che non lo sono; perpetuando così, una visione di tipo patriarcale rispetto la sessualità invitandoci a pensare che un rapporto per esser completo debba essere penetrativo.

Non dovrebbe esistere l’idea di un rapporto sessuale completo, in quanto non dovrebbe essere visto come un livello di un videogioco o un puzzle, ciascuno di noi ha la propria visione dell’atto sessuale e, sempre che ci si muova nel quadro della legalità, ogni manifestazione della propria sessualità è valida.

Questa visione di tipo conservativo rischia di farci vivere la sessualità come una performance obbligatoria e non come un atto di piacere ed affetto, se consideriamo il sesso di tipo penetrativo come unica forma di sessualità valida andiamo ad alimentare il concetto di “debutto sessuale” dove per poter affermare di aver una vita sessuale, devi aver avuto quella specifica esperienza. Questo sistema di pensieri rischia di mettere molta pressione sia ai ragazzi che alle ragazze nei loro primi approcci.

Riflettiamo, ad esempio, sul modo in cui vengono abitualmente considerati i preliminari, possono essere considerati a tutti gli effetti parte della propria vita sessuale ma già il loro nome invita la nostra mente a pensare che da soli non possano bastare, che abbiano come unico scopo quello di prepararci a ciò che verrà dopo. Questa visione a parte mettere delle pressioni non necessarie è discriminatoria nei confronti delle persone che ad esempio vivono la loro sessualità principalmente attraverso i preliminari, purtroppo riflettendo su questo tema mi rendo conto di come questo pensiero incentivi non solo una visione di tipo fallocentrica ma anche abilista.

Con abilismo mi riferisco ad un modello sociale che dà per scontato che solo le persone abili (e quindi senza alcun tipo di disabilità) abbiano dei desideri sessuali, insomma, solo le persone abili e giovani sembrano essere autorizzate ad aver una vita sessuale, dato che scambiarsi messaggi piccanti non lo consideriamo sesso, così come non lo consideriamo vedere un film porno insieme alla persona amata, oppure farsi fare un massaggio ai piedi.

Se con attività sessuale intendiamo solo l’accoppiamento pene-vagina, rischiamo di dar per scontato che tutti gli altri modi di vivere la sessualità siano meno validi, rischiando quindi di escludere tutta una parte di popolazione che ha il diritto di vivere in modo sereno la propria sessualità.

Così io dico…. Famolo strano! Meno missionaria e più trampling!

Siate coraggiosi, siate in grado di accogliere l’altro, siate voi stessi.

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