Marcello Foa e il viale del tramonto

Di


Come dimenticare Marcello Foa, adepto del sovranismo internazionale, amico di Salvini, pupillo di Tito Tettamanti ed ex amministratore delegato del Corriere del Ticino? Aveva lasciato i lidi ticinesi per approdare alla RAI come presidente
.

Una carriera legata più alle amicizie influenti che alle reali capacità giornalistiche e manageriali di Foa, e i risultati lo confermano. Nel settembre dell’anno scorso, col cambio di governo, avevamo erroneamente previsto una fuga in grande stile di Foa, che invece ha resistito fino ad ora, ma le cose sembrano cambiare (leggi qui sotto).


Infatti, dopo le recenti elezioni di settembre, che hanno visto un netto ridimensionamento della Lega di Salvini, maggiore sponsor di Marcello Foa, ora anche il punto di riferimento internazionale Donald Trump è virtualmente fuori dai giochi.

La balena del sovranismo alla quale si era attaccato la lampreda Foa, sembra, se non in agonia, in serie difficoltà.

Ora finalmente, il segretario dei democratici si attiva e impone le sue regole ai vertici RAI, nominati nel 2018 da Lega e 5 Stelle. L’amministratore delegato Fabrizio Salini e il presidente RAI Marcello Foa, hanno dunque i giorni contati, stavolta davvero.


“Servirà un nome di alto profilo: un amministratore delegato esterno. Anche perché se Salini ha fatto male, non è che quelli attorno hanno fatto molto meglio”.


Ha precisato Zingaretti, riferendosi al calo di audience subito durante la “reggenza” di Salini e Foa, a vantaggio del mondo Mediaset. Programmi fallimentari, soprattutto legati proprio a personaggi cari ai sovranisti (come l’inserimento di Lorella Cuccarini a “La vita in diretta”, coadiuvata da Alberto Matano, che poi è arrivato ai ferri corti con la soubrette). Per non parlare del palese asservimento del Tg2 agli ideali del vecchio gruppo di potere, un TG che negli ultimi due anni ha visto perdere gran parte della sua autorevolezza per sembrare sempre più uno dei TG pilotati di Mediaset.


Dunque la parabola di Salini e Foa è decisamente in dirittura d’arrivo. Il PD chiede aria nuova, per cui anche l’ipotesi di un rimpasto o di qualche promozione interna è esclusa. Una parabola discendente, che vedrà la sua conclusione a primavera dell’anno prossimo, secondo indicazioni del ministro delle finanze e dell’economia del governo Conte, Roberto Gualtieri.

Vedremo ora a che lidi approderà l’astuto Foa e se ha previsto un salvagente. Ricordiamo che il figlio di Foa invece, lavorava per la “bestia” di Salvini, la macchina mediatica e social che ha reso l’esperienza del leader leghista un’eterna campagna elettorale.

Il ritorno al Corriere è plausibile? Stavolta ci permettiamo di avere qualche dubbio.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!