Marchesi, ma rassegnati!

Di

A Piero Marchesi che Joe Biden abbia vinto proprio non va giù. Dopo la nostra presidente della Confederazione, se la prende addirittura col Papa, perché il Vaticano si è congratulato col nuovo presidente.

Una settimana fa l’elegante Marchesi titolava: “Sommaruga vergognosa!” in un suo post contro la presidente della Confederazione, come se la nostra potesse esimersi dal congratularsi col nuovo leader della più grande potenza mondiale (leggi qui sotto).

Perché quando parliamo di Joe Biden, di nuovo presidente si tratta, non c’è tanto da menare il can per l’aia, con 5 milioni e rotti di differenza di voto popolare e 306 grandi elettori. Quei 306 grandi elettori, che ottenuti da Trump nel 2016, lo facevano parlare di “vittoria schiacciante”. Oggi la stessa vittoria di Biden, che si appresta a guadagnare con buona probabilità altri grandi elettori, è invece una truffa democratica. Evidentemente, anche i tirapiedi nostrani del presidente, come l’ostinato Marchesi, stentano ad avere la mente lucida. Vediamo cosa scrive:

“A una settimana dal voto Papa Francesco ha chiamato Biden per congratularsi per l’elezione (sarà davvero eletto?) quale nuovo Presidente USA, contento che ora l’America lotterà contro le disuguaglianze, contro i cambiamenti climatici, a favore dell’immigrazione e dell’accoglienza dei migranti. Pochi mesi fa lo stesso Papa rifiutó un incontro con il Segretariato di Stato americano Mike Pompeo per non interferire nella politica americana. La vedo solo io l’incoerenza di Papa Francesco, figura che dovrebbe evitare di fare politica? Quanto rimpiango Papi come Wojtyla e Ratzinger”


A parte il fatto che solo a una persona perfettamente in malafede può sfuggire un fatto plateale: ricevere il segretario di Stato Mike Pompeo prima delle elezioni sarebbe stato un appoggio palese a Donald Trump, e dunque un’interferenza in libere elezioni di un paese democratico. Le congratulazioni al nuovo presidente sono invece un atto diplomatico dovuto. Stendiamo poi un velo pietoso sulle simpatie clericali di Marchesi, che seguono con gregaria fedeltà, la verve di ultradestra del suo partito.

Wojtila infatti è stato uno dei papi più reazionari dell’ultimo secolo. È stato sostenitore di dittature di destra (soprattutto nella sua ossessione di combattere il comunismo), al punto da entrare in confidenza con Augusto Pinochet, il dittatore cileno, responsabile di 40’000 morti, per la gran parte torturati e fatti scomparire.

Quella di Pinochet, rimane ancora oggi una delle più feroci e tristi dittature del ventesimo secolo in America latina. Woityla non fu solo simpatizzante di destra, ma anche ostile nei confronti delle donne e omofobo, reiterando la realtà “contro natura” dell’affettività omosessuale. Con lui la Chiesa fece significativi passi indietro. Woityla, al contrario di Francesco, fu tra i grandi occultatori delle pratiche pedofile interne al clero, un’attitudine volta ad insabbiare e nascondere.


In un post condiviso, Franco Cavalli, grande conoscitore dell’America latina e fondatore di Aiuto medico al Centro America, commenta duramente l’uscita di Marchesi (riferendosi al rifiuto dell’attuale Papa di farsi strumentalizzare prima delle elezioni Usa):


“Certo Marchesi vuole Papi che sostengano gli interventi imperialistici, meglio se militari, degli Stati Uniti. Papa Francesco conosce bene queste tragedie e giustamente non incontra un mastino assetato di sangue come Pompeo.”


Ci domandiamo quando anche Marchesi, si rassegnerà all’inevitabile. Facciamo una previsione: solo quando il suo amato leader Donald Trump calerà le braghe, lo vedremo ridotto al silenzio, ma fino ad allora, aspettatevi strali e pianti greci sull’ingiustizia del voto e sulla disonestà di democratici e sinistri.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!