Meglio pedofilia o aborto?

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Le dichiarazioni mostruose di un altro prelato italiano, ripropongono il concetto di radicalismo religioso, un radicalismo che ormai storicamente va a braccetto con la destra più becera e meno disposta a concedere diritti a minoranze storiche.

Se si voleva avere la dimostrazione di come una religiosità cristiana oltranzista (e non mettiamoci solo i cattolici ) sia perniciosa, bastava chinarsi a riflettere sul caso di don Andrea Leonesi, vescovo vicario di Macerata. In una recente omelia, parlando anche della Polonia e delle sue leggi oltranziste sull’aborto, il vescovo aveva dichiarato:“L’aborto è il più grave degli scempi. È più grave la pedofilia o l’aborto?”

Una frase agghiacciante, che denota l’orribile e triste mentalità di certe frange della Chiesa. Come per le elezioni negli Stati Uniti, che hanno portato in superficie una profonda spaccatura nel paese, anche a livello religioso, troviamo un contraltare simile. Se da un lato Papa Francesco predica apertura nei confronti degli omosessuali o dei migranti, dall’altra parte, quell’ala destra del cristianesimo, che comprende oltre che i cattolici anche evangelisti e altre correnti, è sempre più chiusura.

Una chiusura che lascia molto poco spazio al messaggio evangelico e cristiano, costruendo religioni ottuse, destrorse e cucite su misura per legioni di bigotti o ingenui.

Frange queste che trovano spazio anche da noi in Ticino. E anche qui, i loro seguaci si sovrappongono quasi sempre all’ultradestra. Ricordiamo le recenti posizioni di Edo Pellegrini e Roberta Soldati: 


Ma anche Piero Marchesi, leader dell’UDC nostrana, non ha mai fatto mistero del suo astio nei confronti degli omosessuali. Nella sua crociata contro i matrimoni omosessuali dichiarava:“Sappiamo benissimo a cosa punta chi propone il matrimonio per tutti. Con la tattica del salame una fetta per volta si ingoia tutto il pezzo. In aula i promotori non l’hanno neppure negato e noi abbiamo il sacrosanto diritto di dire no”.

Ma fortunatamente qualcosa sembra muoversi sul fronte del laicismo. Il Parlamento europeo, proprio ieri, ha raggiunto un accordo storico per la creazione di un meccanismo attuo a impedire a Stati membri della UE di ricevere fondi a lungo termine qualora non rispettino lo stato di diritto e i diritti dei cittadini.

In poche parole, associazioni, studenti ONG, potranno ricevere i soldi a cui avrebbero diritto bypassando i governi locali e rivolgendosi direttamente alla commissione UE.

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