No smoking in Piazza Duomo

Pubblicità

Di

Da gennaio a Milano si cambia aria. Con venticinque favorevoli, otto contrari, quattro astenuti e due assenti si è deciso che ad affumicare la metropoli lombarda non ci saranno più tutti coloro che fumano come delle ciminiere. Il regolamento per la qualità dell’aria approvato dal Consiglio comunale meneghino, tra le misure introdotte a partire dal primo gennaio del prossimo anno, prevede anche il divieto di fumare all’aperto.

Dalle fermate dell’autobus ai giardinetti, dai cimiteri agli stadi, sarà proibito fumare nel raggio di dieci metri da altre persone. Si potrà continuare a farlo nei luoghi isolati. Poi, però, dal primo gennaio 2025, il divieto di “spipazzare” sarà esteso a tutte le aree pubbliche all’aperto.

Ma il divieto di fumare all’aperto è davvero solo una delle misure introdotte per migliorare la qualità dell’aria e, quindi, la qualità di vita di una città come Milano. Perché, il fumo – tanto quanto l’inquinamento prodotto da altre attività umane – dopotutto è nocivo alla salute. Di più. La dipendenza da nicotina produce in Europa settecentomila morti all’anno. Più dei morti legati all’abuso di alcolici.

Infatti il tabagismo rimane il principale fattore di rischio e la causa più diffusa di morti premature dell’Unione europea. A certificalo è l’Ocse nel rapporto denominato “Health at a Glance”. Ecco perché la scelta di Milano non deve stupire più di tanto, soprattutto considerando che in molte città degli Stati Uniti già vengono applicate tutta una serie di regole molto severe contro il fumo.

In città come New York, Chicago, Seattle, San Francisco e Washington è vietato fumare in bar, club, ristoranti, e spazi come centri commerciali. A New York, già da anni, è vietato fumare in tutti i parchi pubblici, passerelle, spiagge, centri ricreativi, piscine e piazze pedonali. Lo Stato simbolo della lotta al fumo, però, è la California che da oltre 15 anni ha proibito di fumare anche in spiaggia, nei campi sportivi e in strada se ci si trova a meno di sei metri da un edificio pubblico. In alcuni condomini è stato addirittura vietato il fumo nelle proprie abitazioni.

Le multe per chi trasgredisce le regole sono salate, ma anche per chi continua a fumare rispettando la legge non ha vita facile. Il costo di un pacchetto si aggira attorno ai 15 franchi e, dal primo gennaio di quest’anno, è illegale vendere qualsiasi prodotto del tabacco comprese sigarette, sigari e sigarette elettroniche a chiunque abbia meno di 21 anni.

Eppure sembra ieri quando un po’ ovunque era ancora permesso di fumare in bar e ristoranti. E prima ancora perfino nelle sale cinematografiche. C’è stato addirittura un tempo in cui il fumo di sigaretta non mancava neppure nei programmi televisivi. Oggi, per fortuna, le cose sono cambiate sebbene una fetta ancora considerevole della nostra società si esponga ai pericoli del fumo. Ecco perché le misure adottate a Milano sono più che benvenute. E chissà che non facciano scuola anche da noi.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!