No-vax? I laburisti chiamano alla cassa i social

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Secondo il partito laburista inglese Facebook e in generale i social network dovrebbero pagare per i danni fatti dai no-vax e per la disinformazione fin qui da loro veicolata che rischia di danneggiare il vaccino anti-Covid e una sua distribuzione che sia realmente efficace. “La disinformazione è reale, attuale e pericolosa”, affermano i laburisti che, finalmente, dicono ciò che da tempo in molti vanno denunciando.

I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli” aveva dichiarato in tempi non sospetti Umberto Eco che, dopo aver ricevuto all’Università di Torino la laurea honoris causa in “Comunicazione e Cultura dei media, aveva pure aggiunto: “Prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”.

E come dargli torto? In nessuno dei decenni passati o nel corso dell’intero Novecento si sarebbe mai dato credito a chi riteneva che la Terra fosse piatta. E invece, grazie a internet e ai social, una delle teorie più bislacche e al contempo semplici da confutare scientificamente, si trova oggi ad avere spazio e a essersi creata uno zoccolo duro di adepti convinti che sia davvero così. Quindi come non essere d’accordo con Umberto Eco che considerava il web un vero e proprio dramma, vista la sua capacità di trasformare lo scemo del villaggio in un sommo detentore della verità?

E visto che i maggiori responsabili del degrado nel quale ci troviamo a vivere sono proprio i social media che non sono stati capaci di moderare i post dei gruppi anti-vaccino, l’unica è farglielo capire con le cattive. Con una bella multa. Una sanzione che serva da monito, che faccia afferrare loro come quella che all’apparenza può sembrare un’opinione innocua, una voce fuori dal coro, in realtà è soltanto insopportabile rumore di fondo che rende inascoltabile tutto ciò che merita di essere udito. Compreso ciò che sappiamo essere vero. 

Il governo – dicono i laburisti – ancora una volta mostra la sua incapacità a fronteggiare un problema noto da anni. Oggi però si tratta di una questione di vita o di morte, ogni persona che è dissuasa dal vaccinarsi contro il coronavirus è una di troppo”. Ecco perché chi ancora si ostina a farne una questione di libertà d’espressione non ha capito nulla. Qui non è la censura l’oggetto del contendere, ma la corretta informazione, l’ecologia della parola. In un campo le erbacce infestanti vanno estirpate se vogliamo che il raccolto non sia gramo. La stessa cosa vale nell’ambito di una cittadinanza, di un popolo realmente informato, da sempre pilastro di una piena democrazia.  

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