Rossocrociati: ginocchio a terra, testa alta!


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Ginocchio a terra e testa bassa se ci riferiamo alla prestazione in amichevole contro il Belgio, la peggiore dell’anno. Ginocchio a terra e testa alta per il gesto compiuto assieme ai loro avversari prima della partita, sfuggito ai nostri cronisti (come al solito presi da altre disquisizioni)  e in parte anche al regista belga, che se n’è accorto all’ultimo istante. Con qualche scusante; non era previsto che i nostri prodi ripetessero il gesto lanciato da Kaepernick, lo statunitense che all’inno nazionale si era inginocchiato per protestare contro il razzismo latente nel suo Paese; poi duramente rimproverato da Trump e di fatto “tagliato” dagli ipocriti padroni delle squadre di “football” americano. (legi qui sotto)

Nella pausa la RSI manda in onda il messaggio dei rossocrociati, inequivocabile: 

Petkovic: “È un segnale dell’intera nazionale che si schiera a favore della tolleranza“.

Xaka: “Ci siamo inginocchiati per dimostrare che rifiutiamo e condanniamo con forza il razzismo e l’intolleranza”.

Embolo: “Nessuno al mondo a causa della pelle o della sua religione…”

Sommer: ” …della sua sessualità o della sua origine…”

Shakiri: ” deve essere discriminato o trattato diversamente”.

Akanji: ” Odio e discriminazione non devono trovare spazio, mai e in nessun posto”.

Ma pensa te come mutano questi calciatori che si portano sulla gobba (con qualche ragione…) il peso dell’anatema storico di Shakespeare, che in “Re Lear”, per esprimere il suo disprezzo nei confronti di un cortigiano traditore, lo apostrofa con un “you vile football player”;  per chiudere, a scanso di equivoci, con un “figlio di…” . Complimenti insomma.

C’è da sperare che nella decisiva partita contro la Spagna i rossocrociati facciano decisamente meglio: contro il Belgio in amichevole non c’erano (ma allora perchè pianificare una partita contro la numero uno del ranking mondiale, andando incontro a una probabile sconfitta che peggiora la posizione internazionale?).

Non sappiamo se i rossocrocati (e gli spagnoli) ripeteranno il gesto fatto mercoledì scorso a Lovanio anche domani a Basilea. Di certo non ripeteranno la mediocre partita. 

La destra svizzera, e quella ticinese, da vera provinciale probabilmente la più ridicola e tragicomica al mondo,  orfana del bimbo capriccioso Trump, è pronta a strillare: per il sollazzo dei più, peraltro.

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