Rovelli, viaggio nel magico mondo dei quanti

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Nuova affascinante impresa del fisico Carlo Rovelli: un viaggio nel magico mondo dei quanti, la loro scoperta ed il loro insegnamento. Un testo che non ha importanza solo per la fisica, ma per tanti altri saperi. In fondo in fondo per la vita di ciascuno di noi. «Helgoland» affascina e stupisce, istruendo.

Carlo Rovelli è stato l’eclatante caso editoriale dell’anno 2017. Il suo «Sette brevi lezioni di fisica» ha venduto un milione di copie ed è stato tradotto in 41 lingue. Per un libro di divulgazione scientifica, un sfida scommessa che la casa editrice Adelphi ha voluto tentare e che ha avuto un esito a dire poco clamoroso.

Carlo Rovelli è un fisico di provata fama e competenza, nel suo curriculum vi sono lavori in Italia, negli States, in Canada e, attualmente, in Francia. Ora è tornato in libreria con «Helgoland», sempre per la Adelphi e sempre in collana tascabile. Un’altra scommessa? Sì, diciamolo subito: vinta alla grande. Infatti il libro prende fin dalle prime pagine e non solo gli addetti ai lavori. Perché l’entusiasmo del veronese è contagioso, la sua scrittura è semplicemente fantastica (divulga ma non banalizza, al contrario!), il suo stile è unico. E’ dai tempi di Umberto Eco che non ci si trovava confrontati ad una espressione in grado di affrontare i massimi sistemi con degli esempi quotidiani, spaziando nelle metafore dai fumetti all’aneddoto ricavato da un film di consumo, citando Lenin e Allen Ginsberg. Non evitando riferimenti autobiografici: «a Bologna c’erano file di lunghezza diversa per le diverse facoltà e il fatto che la fila di fisica fosse la più corta mi ha aiutato a decidere»: questo il suo approdo alla disciplina che poi l’ha reso famoso nel mondo. Poi in verità aggiunge: «Quello che mi attirava nella fisica era il sospetto che dietro la noia mortale della fisica del liceo, dietro la cretineria degli esercizi con molle, leve e palline che rotolavano, si nascondesse una genuina curiosità di comprendere la natura della realtà». Questo basta per la fotografia dell’Autore.

«Helgoland» è un’isola del mare del nord, un luogo magico dove «tutto ebbe inizio». Siamo nei primi anni del secolo scorso e in questo luogo sperduto il giovane Heisenberg, 23 anni appena, ebbe modo di vedere «un interno di strana bellezza»: siamo alla scoperta della teoria dei quanti. Una rivelazione che scombussolò tutto il mondo della fisica, in pratica cambiandola tutta. Da questa occasione Carlo Rovelli, con formidabile chiarezza espositiva e dedizione irrefrenabile, ripercorre tutta la storia di questo capitolo scientifico, giungendo alla conclusione per cui … «tutto è relazione» o meglio: «tutto va messo in relazione». Citando filosofi antichi e maestri del pensiero (Anassimandro e Alber Einstein), collocandoli alla perfezione nella narrazione, Rovelli ha il raro dono del «raccontare bene anche cose complicate». Certi passaggi, va ammesso, non sono proprio facilissimi. Nel senso che li si capisce subito ma altrettanto subitamente scappano … . Il fascino comunque resta tutto, e con esso certi nuovi concetti. Come ad esempio l’importanza fondamentale degli errori: sono loro ad invitare i pensieri verso l’inesplorato, il nuovo. Una massima che non vale solo per la fisica! Oppure, e ancora, le interpretazioni o letture date per sicure, poi all’improvviso un cambio di prospettiva e … tutto cambia. Il percorso di questa scienza è fatto di slanci, battute d’arresto, ritorni al punto di partenza e infinite digressioni. Ma alla fine … .alla fine Rovelli riesce a scorgere una sintesi storica che merita di essere conosciuta.

A tratti sembra di ritrovarsi nella fantascienza (eppure «è tutto vero!») poi ci si scopre «in una selva oscura che … si va schiarendo». Con elogi agli sbagli, gli unici in grado di farci dubitare e progredire, e al senso di sconfitta. Che non sono parametri della quantistica o della fisica ma della cultura in generale, di più: della vita quotidiana di tutti. La narrazione di Rovelli è acqua fresca, pagine che dissetano e nel contempo fanno venire una gran voglia di saperne di più. E’ sufficiente qui citare le ultime due frasi finali: «Anche se ci lascia esterefatti. Anche se ci lascia un senso profondo di mistero». Perché il viaggio nelle relazioni dei quanti, le loro scoperte lasciano «un senso di vertigine, libertà, allegria, leggerezza nella visione del mondo».

«Helgoland», di Carlo Rovelli, 2020, ed. Adelphi, pag. 227, Euro.: 15,00.

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