Scordiamoci i glitter, ma non delle microplastiche

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Come sarà un Natale senza glitter? Riusciremo a farne a meno? Alcuni grandi magazzini del Regno Unito hanno già annunciato che lo faranno a partire proprio da questo Natale. Saranno in molti gli esercizi commerciali che smetteranno di servirsene e di vendere questi lustrini luccicanti e scintillanti che altro non sono se non inutili coriandoli di plastica colorata e alluminio.

Alcune catene di supermercati britannici hanno annunciato che tutti i prodotti natalizi di loro produzione andranno incontro alla mutata sensibilità dei loro clienti. Così, i glitter capaci un po’ come i coriandoli di rimanere per giorni appiccicati un po’ dappertutto e che nel periodo natalizio accompagnavano biglietti, pacchetti, decorazioni e altri oggetti, saranno eliminati. Non ci saranno più.

La plastica che impiega molti anni a degradarsi e che ha già alterato pesantemente l’equilibrio dei nostri ecosistemi è, per fortuna, già da qualche tempo in cima alla lista delle nostre priorità ambientali. Gradualmente la stiamo sostituendo con altri materiali alternativi che risultano più facilmente biodegradabili. Ma basterà, fare a meno dei glitter, a salvare gli oceani dalle microplastiche?

Alcuni esperti sono francamente scettici perché con tutta la plastica che ancora produciamo, rinunciare ai glitter è davvero poca roba. L’inquinamento ambientale e la produzione di microplastiche che è circa il 31% di tutta la plastica presente oggi negli oceani, sono in gran parte dovuti a oggetti di plastica usa e getta (a partire dai famigerati sacchetti) che una volta dispersi nell’ambiente si deteriorano e si scompongono producendo frammenti sempre più piccoli.

Granelli di plastica che, per esempio, in alcuni casi possiamo produrre in grandi quantità anche in maniera del tutto inconsapevole come accade quando laviamo i nostri indumenti composti da fibre sintetiche. La pericolosità delle microplastiche per la salute dell’uomo e dell’ambiente è dimostrata da diversi studi scientifici. Senza contare che il 15/20 % delle specie marine che finiscono sulle nostre tavole contengono microplastiche.

La plastica ingerita da pesci, molluschi e crostacei è la plastica che ci ritroviamo servita nel nostro piatto. Quindi il rischio è alto anche per la salute di tutti noi esseri umani. Gli inquinanti rilasciati dalle microplastiche possono essere ingeriti ed entrare in circolo nel nostro organismo al punto da poter interferire con il nostro sistema endocrino arrivando in alcuni casi a produrre delle alterazioni genetiche. Alla faccia dei glitter.

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