Senza più famiglia grazie a Trump

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Non riusciamo più a trovare i loro genitori. È questa la disarmante ammissione fatta dalle autorità statunitensi a proposito di 545 degli oltre 5’000 bambini separati dalle proprie famiglie al confine con il Messico. Eccolo il frutto avvelenato della politica di Donald Trump e del muro della vergogna o del pianto che dir si voglia, il muro promesso in campagna elettorale, quello che avrebbero dovuto pagare i messicani. Lui li avrebbe costretti a farlo, disse. Dal Messico però non è arrivato un centesimo e a pagare oggi scopriamo che sono queste cinquecento creature inermi.

Cinquecento bambini brutalmente separati dalle loro famiglie e che ora aspettano il ricongiungimento con i propri genitori anche se finora a poco o nulla sono serviti gli appelli radiofonici in onda in tutto il Messico e oltre. E neppure le ricerche fatte nelle comunità locali dell’America centrale, hanno avuto finora un buon esito. Ecco cosa hanno davvero prodotto la politica della tolleranza zero e le incarcerazioni volute dall’amministrazione Trump per arginare l’immigrazione irregolare.

Nell’aprile 2018, il procuratore generale degli Stati Uniti Jeff Sessions, aveva chiarito quale sarebbe stata la prassi adottata nei confronti dei migranti che attraversavano il confine illegalmente o arrivavano negli Stati Uniti con una richiesta d’asilo. E visto che i bambini non potevano essere detenuti in una prigione federale, la soluzione escogitata fu quella di separarli dai loro genitori per affidarli alle autorità federali preposte che se ne sarebbero presi cura.

Cinquecento orfani che, a tutt’oggi, ormai da anni vivono separati dalle loro famiglie. Circa sessanta di questi bambini separati brutalmente dai genitori avevano meno di cinque anni. Alcuni di questi erano solo dei neonati. Un orrore che ha messo in luce tutto il sadismo di un provvedimento che, per fortuna, nel frattempo è stato interrotto, anche per via della sollevazione popolare, dell’indignazione e della rabbia che questa norma aveva nel frattempo prodotto.

Nel momento in cui fu reso noto il modo in cui la polizia di frontiera stava agendo si scoprì anche che aveva tolto i figli non soltanto agli immigrati entrati illegalmente, ma anche ad alcune famiglie che erano arrivate negli Stati Uniti seguendo un iter legale. Da allora una grossa parte di questi bambini è tornata a vivere nelle famiglie d’origine, ma in ancora troppi casi questo lieto fine non è stato possibile, sempre che di “happy end” si possa parlare quando c’è di mezzo il trauma di una violenza di questa portata.

Se le ricerche si sono finora rivelate difficili e complesse è soprattutto per il fatto che la maggioranza dei genitori è stata nel frattempo espulsa o rispedita nei paesi d’origine. E per buona parte del periodo in cui si sono separati i figli dai genitori, l’operazione è stata condotta senza neppure fare tesoro di tutti i documenti che sarebbero stati necessari per assicurare il ricongiungimento familiare. Questo è ciò che ha prodotto la tolleranza zero di Donald Trump, una vergogna che rimarrà probabilmente incancellabile. Un monito per tutti coloro che si apprestano a votare negli Stati Uniti come altrove, regalando il proprio voto, a persone grette e malvage.

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