Si chiuda (a forza) il sipario

Di

Certo che dai media -a partire dalla radio televisione pubblica che non brilla per spirito critico da parecchio tempo- ci si sarebbe dovuto aspettare almeno una parolina sulla chiusura passata sotto silenzio di teatri, cinema, cineclub e sale da concerto che possono ospitare al massimo 5 spettatori.

Tutti a ripetere senza un minimo di analisi le parole di Gobbi, Vitta e De Rosa e nulla più. Mi aspettavo che almeno evidenziassero il palese ossimoro tra “manifestazione pubblica” e “massimo 5 persone”: e che manifestazione sarebbe? Si manifesta tra sé e sé allo specchio?

Tutto pur di non assumersi la responsabilità e l’onere conseguente di sostenere le strutture (che di fatto vengono chiuse) economicamente.  Insomma teatri e cinema possono decidere da soli di che morte morire senza che lo Stato si prenda le sue responsabilità o offra compensi.

Mi sarebbe piaciuto che si fossero chiesti anche quanto incideranno sui numeri dei contagi i miseri provvedimenti di ieri, che però garantiscono il consenso del mondo economico ed ecclesiastico-bigotto.
E ancora una domanda:  secondo la legge delle probabilità infettano di più 50 spettatori silenti, distanziati,  “mascherinati”, in una sala da 1000 e senza aria condizionata ma con sanificazione e misurazione della febbre, o 30 in una chiesa dove i fedeli prevalentemente anziani cantano, pregano ed emettono goccioline? O ancora, un bordello dove gli umori si mescolano per forza?

Tanto più che secondo le statistiche nella vicina Italia, per esempio, il tasso di infettività tra gli spettatori di teatri o cinema è praticamente nullo, anche per il severo rispetto di regole e indicazioni sanitarie.

Viene il lecito sospetto che gli artisti siano percepiti come cittadini di seconda categoria a cui non si deve il rispetto che invece si deve agli altri e credo invece che in questi prossimi mesi difficili siano indispensabili alla salute e all’equilibrio mentale e psicologico molto più dei saldi dei grandi magazzini.

Visto che Merlani prevede un picco tra quattro o cinque settimane (ovvero a metà dicembre) con che faccia si emette un provvedimento che scade il 30 novembre?

Non siamo bambini, siamo cittadini.

Qualcuno ha per altro chiesto alle “Tre Grazie” perché non abbiano ancora pensato a chiudere i bordelli, i mercati del sabato, a regolare e limitare l’entrata nei grandi magazzini impedendo di fare saldi che fanno impennare il numero di clienti e assembramenti, ad incentivare la consegna a domicilio, obbligare a maggior rigore con disinfezione di prodotti e carrelli, con il distanziamento e facendo trovare guanti per non toccare la merce?

A questo si aggiunga il problema dei mezzi pubblici nelle ore di punta: perché non fare corse aggiuntive, apposite e mirate per i ragazzi che escono da scuola?

Tutte domande a cui il Consiglio di Stato risponde chiedendo ad “ognuno” di noi di fare la differenza ma il problema è che la differenza la dovrebbe fare lo stato con provvedimenti sensati e lungimiranti senza scaricare il peso sul singolo cittadino. E da cittadina responsabile non vorrei più subire la mistica del montanaro e nemmeno pistolotti moraleggianti. 

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!