Troppi morti sul lavoro in Ticino

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Il doppio degli incidenti sul lavoro in Ticino rispetto all’anno scorso. Un dato allarmante anche se parziale, e questo nonostante il lockdown di un mese, o forse poprio a causa di quest’ultimo.

È un’interrogazione parlamentare portata dal gruppo PS in Gran Consiglio, primo firmatario il co-presidente Fabrizio Sirica. Lo spunto parte dall’ennesimo incidente, accorso a inizio novembre a un operaio, rimasto ferito gravemente con una gamba imprigionata sotto un escavatore. Ma non solo, i firmatari scrivono:

“…non possiamo certo dimenticare che esattamente un mese prima a Gordola un operaio, padre di famiglia di soli 52 anni, ha perso la vita schiacciato da un cassero. E le vittime sono già 4, il doppio di quelle (già troppe!) registrate nel 2019.

Non si può, non si deve morire sul lavoro!

Il susseguirsi di questi avvenimenti è inutile dire che desta grande preoccupazione. Sebbene arrivavamo da anni di miglioramento, in termini di dati, rispetto agli incidenti, questo 2020 perlomeno per quel che riguarda le vittime sembra in controtendenza, nonostante il periodo di chiusura a causa della pandemia. O è forse proprio questo contesto di instabilità economica che porta ad aumentare la pressione sulle mestranze, in modo da ridurre i tempi e ridurre la spesa?

Se è vero che il rischio 0 non esiste, da persona che ha lavorato e vissuto i cantieri sia in veste di apprendista e poi operaio elettricista (Fabrizio Sirica), sia come sindacalista, sono dell’idea che ci sia ancora molto margine di manovra, ad esempio nell’ambito dei controlli e nella maggior responsabilizzazione delle imprese, oggi troppe responsabilità sono scaricate su chi lavora, fatto che riduce il controllo interno da parte dell’azienda.

Sempre in ambito di controllo va poi detto che le modalità di controllo adottate dalla SUVA sono semplicmente ridicole. La Suva avvisa in anticipo l’azienda che verrà ispezionata. In questo modo si creano delle situazioni artificiali

Un altro aspetto che evidentemente influisce è il ridursi, sempre maggiore, delle tempistiche di consegna e la guerra dei prezzi soprattutto in ambito edile e artigianale. Questi elementi pressano gli operai e sono il terreno fertile per quell’errore umano che è alla base di molti incidenti, anche fatali.

Come rappresentanti del popolo nelle istituzioni dobbiamo quindi urgentemente, tutti, domandarci come migliorare le misure preventive da mettere in campo e come evitare che succedano ancora.

A seguito di questa premessa chiediamo al Consiglio di Stato:

  1. Com’è l’andamento della situazione?
  2. Il Consiglio di Stato come valuta l’incremento dei decessi dovuti ad incidenti sul posto di lavoro?
  3. In che modo si può intervenire, a livello cantonale, per migliorare la prevenzione?
  4. Quali tipi di controlli vengono eseguiti? È possibile incrementare da parte del Cantone i controlli?”

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