Tutta colpa del governicchio

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Di

Zio Cip. Cip e Ciop, il Corvo, il Cane Peo, Zio Bill, il fringuello…Nel simpatico truppone del Mattino della Domenica mancano solo il conte Dracula e la passera scopaiola, ma abbiamo fede che a breve compariranno.

Una serie di sigle e siglette per cercare di non far capire il vuoto pneumatico che c’è dietro al Mattino, che ormai dovrebbe chiamarsi il Quadrello, visto che sembra diventato l’unico pensiero della Lega.

Questa volta vogliamo occuparci dello Zio Cip, che poi è sempre Quadri o quel povero mostro che lavora in redazione stile schiavo numida. Lo Zio Cip si incazza perché nel parlamenticchio hanno messo i plexiglas (chissà quanto sono costati!). Con la solita vulgata da Mattino, quella con le “$” e le “K “ e che è diventato un idioma a tutti gli effetti studiato da blasonati istituti come l’università della mortadella cotta, ci propina il suo sottile pensiero:

“Uella, questi sì che sono i problemi che angosciano i ticinesi: sapere dove il parlamenticchio cantonale terrà le proprie sedute! All’inizio della prima ondata di contagi il Gran Consiglio, per paura del virus cinese, si è imboscato per almeno un paio di mesi (mentre molti altri continuavano a lavorare). Poi in maggio, giugno e settembre, si è trasferito al Palazzo dei Congressi di Lugano. Nel frattempo ha speso decine di migliaia di franchetti del solito sfigato contribuente per riempire la propria sala di Bellinzona di acquari di plexiglas. Ma gli acquari sono serviti… per una sola sessione! Ed infatti da domani il legislativo cantonale è di nuovo in fuga da Palazzo delle Orsoline: si riunirà al Mercato coperto di Mendrisio, che verrà allestito alla bisogna. Come si suol dire: “fare e disfare, è tutto un lavorare”! E nümm a pagum!

Uella, qui qualcuno si è forse gonfiato l’ego e pensa di essere la corte itinerante di Carlo Magno?

O magari s’immagina addirittura di essere indispensabile? Ossignùr!

Intanto a Berna le Camere federali si riuniscono regolarmente nelle proprie sale di Palazzo federale, anch’esse infesciate di plexiglas, e senza tante storie!

Alla “breaking news” degli spostamenti del parlamenticchio cantonale (cosa sono le elezioni USA al confronto?) il Corrierino liblab, sull’edizione di ieri, ha dedicato quasi una pagina. Quando si dice raschiare il fondo…”

Dunque, caro Zio “Lorenzo” Cip, t’è mica venuto il dubbio che le autorità e i parlamentari non si stanno tanto divertendo? E poi dovresti forse chiedere ai tuoi di parlamentari, che non mi sembra si siano lamentati delle misure sanitarie o di distanziamento, che poi servono a far sì che anche loro non si ammalino di covid.

Ma soprattutto, forse dovresti chiedere lumi a Norman Gobbi, presidente del governicchio, quello che “…non gliene frega un ca**o dei tagliàn”. (leggi qui sotto)

Governicchio in cui siede anche un altro ministro leghista, per sapere che peso hanno avuto in queste decisioni, o magari interloquire con Daniele Caverzasio, che invece presiede come primo cittadino il parlamenticchio, che di sicuro era all’oscuro di tutto.

Senti, Zio Cip, ci siete dentro con tutte le scarpe nella pozzanghera, fare il piccatino a bordo con gli stivalini nuovi che non si vuole inzaccherare ha un po’ stufato, anche perché siam mica poi imbecilli del tutto.

Purtroppo per te, la consapevolezza di quanto ti stai rendendo ridicolo non ti sfiora nemmeno, e per noi è un bene, perché un domani nella pozzanghera rischi di affogarci.

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