Un palco per la vita

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Il teatro come strumento di inserimento sociale, come forma di integrazione, come opportunità di crescita. Il teatro è anche il protagonista del documentario “Un palco per la vita”, in cui tre storie individuali si intrecciano a tre vicende teatrali legate alla figura di William Shakespeare.

Il progetto è ideato da Davide Martinoni, giornalista de “La Regione”, insieme a Lorenzo Pomari e Paolo Vandoni, autori delle riprese, Fabio Martino (detto il Mago) che si è occupato delle musiche, ed Etienne Del Biaggio, giovane montatore uscito dal Cisa di Locarno.

Come già anticipato, tre sono i protagonisti film. Tre le figure la cui crescita personale è stata, ed è tuttora, fortemente legata al teatro. 

La prima è quella di Miguel Àngel Cienfuegos, direttore artistico, regista e attore della Compagnia Teatro Paravento di Locarno. Cienfuegos ha dovuto fuggire dal Cile di Pinochet nel ’74. In Ticino, grazie al teatro, ha costruito la sua seconda vita. Formatosi alla primissima Scuola Dimitri, ha creato la Compagnia Paravento, con cui ha realizzato centinaia di produzioni e moltissime tounée in giro per il mondo.

Secondo protagonista è Seid Ali, 20 anni, di nazionalità eritrea. A 14 anni Seid è partito, da solo, dal suo Paese di origine, per cercare una vita migliore in Europa. L’ha fatto attraverso la rotta dei migranti: Eritrea, Etiopia, il deserto del Sahara a piedi, poi la Libia e il barcone, fino alle coste siciliane. In Ticino Seid è stato accolto dalla Croce Rossa, che l’ha ospitato al Centro per richiedenti l’asilo minorenni non accompagnati di Castione. 

Immediatamente si è distinto come straordinario esempio di capacità d’integrazione. Anche, ma non solo, sul palco: con la Bottega del Teatro dell’Associazione Giullari di Gulliver, gestita dai registi Prisca Mornaghini e Antonello Cecchinato, ha trovato una passione, delle amicizie, una parte del suo nuovo orizzonte. Seid ha nel frattempo conseguito, da solo, il diploma di scuola media, ha trovato lavoro (da Coop, dove è apprendista in logistica) e guadagnato una certa indipendenza finanziaria che gli ha permesso di trasferirsi a Biasca, nel suo primo appartamento ticinese.

Ludovico, 12 anni, di Minusio, è la terza “figura chiave” del documentario. Ludo è un ragazzino che con il teatro ha mosso i primi passi nel mondo artistico e grazie al teatro si sta integrando nel mondo degli adulti. Membro più giovane del gruppo per adolescenti dell’Associazione Scintille: teatro e spazio creativo di Locarno di Katya Troise, ha scelto il teatro per crescere, migliorarsi, imparare a lavorare in gruppo e – perché no? – per divertirsi in modo intelligente.

Trovati i tre protagonisti e le tre compagnie teatrali, a tutti è stata affidata una missione “comune”:

mettere in scena una pièce a scelta di Shakespeare, il più grande di tutti. Cienfuegos, con Luisa Ferroni, ha scelto, scritto e realizzato una gustosissima conferenza-spettacolo sul ruolo del buffone nell’opera shakespeariana. Quanto a Katya Troise, con il gruppo adolescenti di “Scintille” ha riadattato il “Sogno di una notte di mezza estate”. Infine, la Bottega del Teatro si è “inventata” una versione tragicomica (più comica che tragica) del Macbeth.

Gli spettacoli “dentro”, fuori e durante “Un palco per la vita” racconta la preparazione e l’allestimento dei tre spettacoli (dalle prove alla prima rappresentazione) e parallelamente segue i tre protagonisti sia nel loro cammino verso la scena, sia nella loro vita privata. Ne sono usciti tre ritratti di grande intensità, fatti di determinazione, passione per il teatro e poesia.

Il documentario è attualmente in fase di revisione di un primo montaggio completo. È la parte finale di un processo che ha visto impegnati i suoi realizzatori per circa due anni, e che ancora li vedrà impegnati nella postproduzione e poi nella distribuzione ai festival (nazionali e internazionali) e nelle sale.

“Un palco per la vita” merita intanto una visita in rete (unpalcoperlavita.ch), dove si trova una panoramica sul progetto. Chi volesse dare un colpo di mano lo può fare con un contributo libero sul conto Iban CH 89 8080 8005 3077 1075 3 (Banca Raiffeisen di Locarno, 6601 Locarno; dicitura “Documentario”). Qualsiasi informazione può essere ottenuta scrivendo a davidemartinoni70@gmail.com.

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