Il bel dialogo tra Papa Francesco e Carlo Petrini

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Dare fastidio: è un merito o una colpa per un libro? Buona la prima. Con «Terrafutura», di Carlo Petrini e Papa Bergoglio, saranno in tanti a sobbalzare sulla poltrona. L’anima più conservatrice dei cattolici, e ci sta, ma soprattutto tanti attivisti (diciamo così) della sinistra. E qui siamo al clamoroso. Infatti non sembri strano che, come si è letto, se al giorno d’oggi si vuole sentire un «qualcosa di sinistra» allora bisogna fare ricorso al pontefice, a José Muijca, Nelson Mandela, Olivia Arevalo Lomas a …perché no? a Greta Thuberg («Qualcuno dice che è spinta da altri, che è manipolata. Io non lo so e in ogni caso mi interessa relativamente. Se la sua azione e il suo attivismo consentono a milioni di giovani in tutto il mondo di mobilitarsi, di prendere parte, non c’è che da gioire ed essere ottimisti. Mi interessa la reazione dei ragazzi: oltre che il futuro loro devono prendersi il presente» e questo lo dice Francesco).

«Terrafutura» è suddiviso in due parti. Nella prima vengono trascritti i dialoghi (non udienze!) tra papa Bergoglio e Carlo Petrini. Il grande capo della tradizione religiosa più popolata al mondo (2’200 milioni) e il fondatore di Slow food, il creatore dell’Università di scienze gastronomiche (un unicum, riconosciuta in tutto il mondo) a Pollenzo, frazione di Bra. In poche parole due grandissimi, o se si preferisce: due Grandi Vecchi. Tra di loro assai diversi, come percorso spirituale (il secondo è ateo, anzi agnostico «agnostico pio» lo definisce Francesco) e come esperienza diretta (anche se due nonne sono piemontesi e qui si ricollegano!). Diversi quindi ma anche in sintonia tra di loro, per anagrafe, sensibilità e … visioni. E qui avviene la meraviglia. Per la definita «enciclica verde» (davvero rivoluzionaria) che potrebbe benissimo essere firmata da Petrini e nessuno se ne accorgerebbe, per la critica alla società, il modello educativo, ecc…  Per rendere l’idea: quando a si accenna a Bergoglio il termine di «enciclica ecologica», lui corregge subito: «è sociale»!

Gli argomenti sono davvero tanti e, con semplicità, vengono approfonditi in modalità straordinaria. I peli sulla lingua non hanno scampo. Dalla denuncia dell’aberrante politica dello scarto, nel mondo occidentale dilagante: «Oggi c’è la politica dello scarto. Non dimenticatevi di questo. Scartare la vita, scartare i popoli che non ci danno qualcosa, che non producono. Scartare, scartare. Scartare i vecchi, che sono la saggezza di un popolo.».

E dell’attuale situazione economica si dice: «abbiamo fatto crescere un’economia di mercato selvaggia, un’ingiustizia sociale violenta, dove le persone muoiono come animali e vivono, anche, tante volte come animali». Bella anche la definizione di populismo «non c’entra nulla col popolo, al contrario ne opprime l’anima, ne ingabbia lo spirito più positivo e nobile». Ancora sulle emigrazioni… «C’è sempre qualcuno più povero e più emarginato da attaccare, a cui fare la guerra. Ma questa chiusura dove porta, che cosa ci si aspetta? Viviamo in un’Europa che non fa più figli, che si chiude violentemente all’immigrazione e si dimentica della sua storia fatta di migrazioni durante secoli.. Ci si scorda che i suoi figli sono stati accolti dall’America, dall’America latina, dall’Australia e negli anni hanno saputo renderle quello che sono oggi».

Meglio smetterla con le citazioni. Ci basta aggiungere che «Terrafutura» è un libro con una forza unica, potente nella sua semplicità. Non manca di ironia e nemmeno di confessioni laiche. Nella seconda parte del libro vengono affrontati i temi ai due «più cari»: la biodiversità, l’economia, le migrazioni, l’educazione e la comunità». Tanta roba. Da leggere e soppesare perché vi è davvero tantissimo su cui riflettere.

È anche un atto di fiducia e speranza. Necessario per mettere via un anno come il 2020.

«Terrafutura: dialoghi con papa Francesco», di Carlo Petrini, 2020, ed. Giunti & Slow food, pag. 235, Euro: 16,00.

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