Il gabinetto di Bill Gates

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C’erano i vecchi alchimisti che volevano trasformare il piombo in oro. Oggi trasformiamo la pipì in acqua potabile. Forse meno affascinante come trasformazione, ma utilissima.

È il vituperato Bill Gates, quello che secondo i vari complottari vorrebbe controllarci e poi sterminarci tutti, ad aver presentato a una fiera in Cina, la rivoluzionaria toilette che trasforma le feci in concime e l’urina in acqua potabile.

Mica bruscolini: 200 milioni di investimenti e sette anni di lavoro, per presentare al mondo questo gabinetto da guerre stellari che se non risolverà i problemi del mondo, potrà sicuramente tenerli sotto controllo. È infatti impressionante quante siano ancora le aree del mondo dove liquami e acque luride vengono disperse semplicemente nei mari e nei fiumi se non direttamente in pozzi perdenti.

Per restare alla vicina Italia, sono ancora 40 i comuni privi di un qualsiasi servizio fognario, 342 sono privi di sistema di depurazione, e il 40% non ha un sistema di depurazione secondario e anche qui, sono numerosissimi gli scarichi che vanno direttamente a mare.

Il “gabinetto” di Gates, non necessita ovviamente di allacciamento, e può perciò essere installato ovunque, è alimentato da un panello solare che trasforma le feci raccolte in fertilizzanti solidi e l’urina in acqua potabile. Poi, se non volete berla ci annaffiate i fiori, è questione di gusti. Questo sistema di riciclaggio ha un ulteriore vantaggio, uccidendo gli agenti patogeni, che sono alla fante di innumerevoli malattie. Volete saperne di più? Leggiamo dal sito peopleforplanet.it:

“Feci e urine vengono stipate in un contenitore sotto il pavimento e un pannello fotovoltaico attiva un reattore biochimico che purifica i rifiuti attraverso degli elettrodi. Successivamente, una reazione elettrochimica scompone le deiezioni nei vari componenti, separando l’idrogeno, la componente fertilizzante e l’acqua, resa pulita. Un altro meccanismo immagazzina l’idrogeno come energia nelle celle a combustibile. Il fertilizzante viene raccolto per scopi agricoli, e l’acqua finisce in un serbatoio per essere riutilizzata.”

Ma secondo una fetta non inconsistente di mitomani, Bill Gates sarebbe in combutta con altri capoccioni per sterminarci tutti col covid e impiantarci sottopelle un microchip per controllarci.

L’operazione di Gates è decisamente intelligente e va a colpire il problema alla radice, favorendo zone che sono prive di allacciamenti fognari, di acqua potabile e dove reperire energia è difficile. Posti dove morire di dissenteria se non è la regola è una valida probabilità.

Alla conferenza, Gates ha fatto il suo discorso tenendo in mano un barattolo di cacca:

“Questa piccola quantità di feci potrebbe contenere fino a 200 trilioni di cellule di rotavirus, 20 miliardi di batteri di Shigella e 100mila uova di vermi parassiti. Dove non esistono servizi igienico-sanitari sicuri, c’è molto più di un barattolo a infettare l’ambiente in cui le persone vivono. Questi e altri agenti patogeni causano malattie come la diarrea; ma anche colera e tifo, che uccidono quasi 500mila bimbi ogni anno.”

Un bel passo nella giusta direzione, però inutile se non si attuano serie politiche di aiuto e supporto a idee come queste, che rischiano di rimanere lettera morta. Conclude Gates: “Siamo al culmine di una rivoluzione igienico-sanitaria. Non è più una questione se possiamo farcela, è una questione di quanto velocemente questa nuova categoria di soluzioni crescerà: non sappiamo esattamente quanto tempo ci vorrà, ma sappiamo che succederà velocemente”.

Il tempo stringe, sempre e dappertutto. Benvengano allora i Gates o i Bezos ( che ha appena stanziato 800 milioni di dollari dei 10 miliardi che ha deciso di spendere) per lavarsi la coscienza. Senza l’apporto deciso e poco burocratico dell’iniziativa privata, questa battaglia siamo destinati a perderla. E siamo al paradosso, dove la solidarietà di multimiliardari, può forse cambiare le cose.

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