Italia, rissa in Parlamento

Pubblicità

Di

Scoppia una bagarre in senato sul decreto sicurezza legato all’immigrazione e voluto da Salvini. I leghisti, in perfetto stile fascista, hanno impedito al ministro Federico D’Incà (delegato alle riforme) di parlare. Non solo, la Lega per rallentare l’iter ha proposto 13’000 emendamenti.

È a volte disarmante, vedere che chi dovrebbe governare, si comporta come un rissoso bamboccio delle elementari.

È la Repubblica Italiana a darci, purtroppo, l’ennesimo spettacolo che disgusta, dove chi dovrebbe dare l’esempio e tenere saldo il timone del Paese in un momento di crisi, si lascia andare a intemperanze degne di un mercato del pesce.

Fonte della diatriba, il famigerato decreto sicurezza ordito da Salvini e dai leghisti quando erano al governo coi 5 stelle. Decreto che con la nuova maggioranza verrebbe mandato in archivio e con esso le vergognose norme sull’immigrazione del precedente governo.

In Senato, durante la discussione, la deputazione leghista è scesa dall’emiciclo strappando il microfono al ministro e impedendogli di parlare. Un atto definito di “vile squadrismo”.

La Lega ovviamente avversa a questa revisione, si è opposta con tutte le sue forze, dando al Paese la possibilità di assistere a uno spettacolo indecoroso e indegno di un paese civile. In un momento in cui la popolazione guarda alla sua classe politica, chiedendole responsabilità e correttezza, chiedendole di essere una guida in momenti di paura e sconforto, l’Italia assiste a queste pagliacciate gestite da un opposizione vergognosa e inetta. Capace solo di insabbiare gli ingranaggi di una macchina governativa già provata dal virus.

Se essere in disaccordo è normale, accettabile e anche giusto, assistere a scene del genere amareggia e deprime. Nessuno dovrebbe permettersi di alzare le mani o di impedire processi democratici in quelle che sono le sedi somme della democrazia di un Paese.

La senatrice napoletana Valeria Valente del PD e relatrice di maggioranza del provvedimento ha spiegato a chiare lettere il perché della modifica: “I decreti Salvini creavano il contrario di quello che veniva dichiarato, con un esercito di persone in carne e ossa emarginate e sbattute in zone pericolose, spinte a vivere in un limbo che è quello della precarietà. Norme che hanno portato il paese fuori dalle regole internazionali”.

Una cosa che era chiara a tutti coloro che usano il cervello e non la pancia nel gestire il Paese. Giovedì i leghisti e i loro sgherri hanno perso un occasione per apparire una gruppo ragionevole oppure in disaccordo ma che rispetta le regole di una democrazia che sembra sempre più ridicola.

Giovedì abbiamo assistito, a un esempio definitivo dello schifo istituzionale che certi partiti di destra sono in grado di spalmare come Nutella sul pane della democrazia. Abbiamo visto di che pasta sono fatte certe persone, per le quali il bene del Paese è solo uno slogan per coprire mentalità prevaricatrici e fascistoidi, che se sono rimaste sopite nei decenni, non sono mai scomparse. Un momento veramente triste per un governo già di per se stesso traballante e che rischia di cadere dietro le spallate di questa feccia.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!