La Cina e la semina delle nuvole

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Cielo a pecorelle pioggia a catinelle, recita la filastrocca che con “pecorelle” intende quelle nuvole disposte a forma di “scacchiera” così da ricoprire quasi interamente il cielo azzurro, lì a fare solo da sfondo. Il detto non s’appoggia su dati numerici e rigorose misurazioni, ma fa piuttosto tesoro della saggezza popolare e dell’osservazione sul campo di persone che, in altre epoche, ogni giorno dovevano fare i conti con i capricci della meteo.

Oggi però c’è chi all’osservazione preferisce l’azione e ha deciso di servirsi della tecnologia per pilotare alcuni eventi metereologici. È il caso della Cina che ha dichiarato di voler espandere il suo progetto di ricerca in questo ambito, peraltro in atto già da anni. La Cina però non è l’unico paese dove si stanno cercando di gestire le precipitazioni di acqua e neve per contrastare gli effetti del surriscaldamento globale aiutando in questo modo, per esempio, l’agricoltura.

Secondo la CNN, dal 2012 al 2017, in Cina è già stato speso più di un miliardo di dollari in esperimenti con i quali si è cercato di manipolare il clima; ed entro il 2025, secondo quanto riportato in un recente comunicato, avrà un “sistema avanzato di modifica della meteo” che interesserà un’area estesa più di una volta e mezza la superficie dell’India. Eppure, come del resto era intuibile, questo tipo di manomissione del clima ha già sollevato numerosi dubbi e perplessità, non solo in ambito scientifico. Senza delle regole condivise, i tentativi cinesi potrebbero influire negativamente sulle nazioni limitrofe.

Ma come avviene, praticamente, questa moderna danza della pioggia? Tra gli strumenti utilizzati c’è quello del “cloud seeding”, la cosiddetta semina o inseminazione delle nuvole. Sparando nel cielo getti di ioduro d’argento o di anidride carbonica allo stato solido (conosciuta anche come ghiaccio secco) si riescono a produrre delle nuvole artificiali e di conseguenza anche delle precipitazioni a comando. Per disseminare nell’atmosfera gli agenti chimici necessari ci si serve di aerei e perfino di razzi.

A confermare l’efficacia del “cloud seeding” ci sono ormai numerosi studi. Per esempio, in determinate condizioni, questo tipo di intervento può far aumentare le nevicate e in qualche caso addirittura provocarle da zero. Una tecnologia che in Cina è stata usata per avere cieli più limpidi in occasione di eventi importanti, come nel caso delle Olimpiadi estive di Pechino del 2008 e, in prospettiva, utile per assicurarsi la neve per quelle invernali del 2022. Ma le incognite non sono poche. 

A cominciare dal fatto che per alcuni esperti questo tipo di controllo della meteo potrebbe condizionare le piogge monsoniche e quindi portare a tensioni a livello internazionale con tanto di accuse di rubare la pioggia. Del resto, con quasi due terzi della popolazione mondiale che affronterà la scarsità idrica entro il 2025, proprio negli scorsi giorni, per la prima volta l’acqua è stata addirittura quotata in borsa. È successo in California, dove questo bene prezioso che dovrebbe essere libero e alla portata di tutti è diventato come l’oro e potrà essere oggetto di speculazioni finanziarie come accade per altre materie prime

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