La Fanta in odore di Reich

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Ve la siete presa, voi di sinistra, per decenni con la Coca-cola. La bevanda imperialista per eccellenza, simbolo del degrado capitalista e della zuccherosa decadenza occidentale.

I più coraggiosi si facevano arrivare per vie traverse la tucola cubana, una porcheria altrettanto zuccherosa (e cuba ne produce di zucchero) ma perlomeno con l’odore di rivoluzione.

Beh, sappiate che siete stati dei fessi. Molti di voi, disertando la Coca Cola hanno magari deviato su altre bibite. La Rivella, il Sinalco, oppure la… Fanta. Un vecchio detto recita. “la Fanta l’è mia bona ma l’è tanta”. Un motto che lascia il tempo che trova e che ha simpatici corrispettivi dialettali in locuzioni tipo “quand ul San Salvadoo al ghà ul capel, o che l’fa brüt o che l’fa bel”.

Ma mi sto perdendo.

E voi fantastici fantisti, non vi siete resi conto che per buggerare l’ambrata bibita imperialista inventata dal farmacista di Atalanta John Pemberton  nel 1886, vi siete gettati tra le braccia del demonio. Dalla padella nella brace, come si suol dire.

Perché la Fanta è una bevanda nazista. Calmi, non è che gli stabilimenti dell’aranciata rigurgitano di skinhead, ma la Fanta, brand germanico che è l’abbreviazione di “fantastisch”, nasce proprio agli albori della guerra, per sostituire la Coca Cola.

Negli anni ’30 infatti, i tedeschi erano già entusiasti bevitori di Coca Cola, in quel periodo la Germania nazista ne importava annualmente 4,5 milioni di casse. Scoppia la guerra, Hitler invade l’Austria, la Polonia, la Francia eccetera. Nel 1940 ci sono su suolo tedesco 5 fabbriche di Coca Cola che però faticano a reperire i famosi ingredienti segreti. Il businnes è businnes e gli americani cercano comunque una soluzione per evitare crisi di astinenza tra gli appassionati bibitari. Siamo ovviamente anche in regime di ristrettezze, mancano le materie prime e scarseggiano le derrate alimentari.

La società americana, con a capo Max Keith decide di riconvertirsi e di creare una nuova bevanda, usando scarti di altri processi industriali. La prima Fanta usa resti di mela mixata con altri avanzi e con l’aggiunta di siero di latte (come l’elvetica Rivella). La bevanda ha subito successo in Germania, ma è uno stabilimento di Napoli, nella fascista Italia a regalare il gusto d’arancia, usando appunto gli scarti degli agrumi e dando così il suo sapore definitivo alla Fanta.

Per cui sappiatelo, quando bevete la Fanta, state tirando giù per il gargarozzo un connubio nazi-fascista creato per sopperire all’imperialista Coca Cola, praticamente il peggio del peggio. È proprio vero che delle volte è meglio non sapere cosa ti ficchi in gola.

Oggi comunque la Fanta non ha più colpe, perlomeno non politiche. Sono passati 75 anni e la si può bere serenamente senza aver paura di sostenere regimi totalitari e liberticidi. Noi consigliamo comunque la svizzerissima Rivella, quella bevanda che quando provi a ordinarla in Italia ti guardano con un misto di stupore e compassione perché manco sanno che esiste. Perciò beviamo autarchico. Beviamo svizzero! Prima le nostre bibite!

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