La rivincita delle droghe psichedeliche

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C’è una nuova frontiera nella cura delle malattie mentali. Dopo la stagione a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta caratterizzata dall’uso ma soprattutto dall’abuso delle droghe psichedeliche, molte delle quali sono tuttora illegali, oggi si assiste ad una sorta di rinascimento con tutta una serie di sorprendenti scoperte fatte in ambito scientifico. Negli ultimi anni infatti sono stati parecchi gli studi e i test clinici condotti su queste sostanze. Una sfida che è ben raccontata nel recente libro a cura di Federico di Vita intitolato “La scommessa psichedelica” pubblicato da Quodlibet.

Grazie alle sostanze cosiddette psichedeliche, nelle quali possiamo trovare sia farmaci legali prescrivibili con una semplice ricetta medica che sostanze illecite, ad aprirsi non sono solo “le porte della percezione” così come scriveva nel suo celeberrimo saggio Aldous Huxley ma anche un mondo completamente nuovo. I farmaci psichedelici potrebbero rivelarsi come la migliore soluzione per alcuni gravi problemi di salute mentale. Un mondo in cui l’ansia e la depressione (anche quella resistente ai trattamenti) risultano curabili facilmente, dove le dipendenze da alcol, tabacco, da eroina e cocaina sono solo un ricordo. Un mondo in cui, grazie all’LSD, la paura della morte dei malati terminali si è dissolta.

È esattamente questa la scommessa psichedelica. Difficile dire se verrà vinta oppure no. Quel che invece è sicuro è che stiamo assistendo ad una corsa alla scoperta di nuovi trattamenti terapeutici che fanno uso di tutte queste sostanze, dai farmaci legali e prescrivibili ai funghi allucinogeni e LSD, in grado di alterare il nostro stato di coscienza. Proprio come sostenevano i cosiddetti figli dei fiori cinquant’anni fa, è possibile modificare l’attività del cervello alterandone la percezione e arrivando a vivere la dissoluzione dell’io o altre sensazioni tipiche che accompagnano l’assunzione di queste sostanze.

Di fatto ci si trova a vivere in uno stato sensoriale alterato descritto come il galleggiare alla ricerca di un nuovo equilibrio in cui si alternano distorsioni del tempo e percezioni sinestetiche, che non coincide con una perdita dello stato di coscienza ma con il raggiungimento di un altro livello. Un livello di coscienza superiore che è testimoniato da una diversa attività elettrica celebrale che, stando ai racconti dei soggetti coinvolti in questo tipo di sperimentazione, coincide con una percezione della realtà più profonda e interconnessa.

Tutto questo va valutato in un’ottica esclusivamente medico-scientifica. Secondo gli esperti che operano in questo ambito della ricerca ritengono che grazie ai dati raccolti sarà finalmente possibile chiarire come queste sostanze influenzano e incidono sull’attività neurale in corrispondenza dei diversi livelli di coscienza. Probabilmente in un prossimo futuro si arriveranno anche a misurare e stabilire gli effetti, per esempio dell’LSD, prevedendo come ognuno di noi potrebbe reagire a questo tipo di trattamento, accrescendone così i benefici e circoscrivendo i possibili rischi.

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