L’avvento di GAS – Giorno 24

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Scoop di GAS, che è riuscito in un’impresa impossibile ai più e cioè un’intervista al figlio di Dio. Gesù Bambino, un anziano prigioniero nel corpo di un bimbo. La tragica esperienza di una divinità ormai stufa di cliché di genere.

24 dicembre 2020 – Intervista a Gesù bambino

Incontriamo Gesù Bambino in un Bar di Betlemme, la “Sacra caverna”. La notte si appresta e tra le stelle luccicanti del cielo di Giudea, non possiamo esimerci dallo scorgere una cometa. I dromedari legati fuori dal bar, bramiscono la loro struggente lode all’astro di passaggio, mentre beduini frettolosi affaccendati nelle loro faccende scivolano fugaci nella via.

GAS: Allora signor Bambino…

Gesù Bambino: Perché mi chiama Bambino?

G: Non è il cognome? Gesù nome, Bambino cognome.

GB: Vuoi fare un’intervista o passare i prossimi secoli nel primo girone immerso nel sangue bollente in compagnia di tiranni e ladroni?

G: Stia calmo per favore…, mica volevo offendere, come devo chiamarla?

GB: Chiamami Gegé, qui mi chiamano così.

G: Ehm Gegé…, (sussurrando: era meglio bambino)

GB: Eh, che hai detto?

G: Niente, allora: cosa si prova ad essere il figlio di Dio, adorato da tutti?

GB: Dunque, chiariamo, a me mi ha tirato su Giuseppe, un brav’uomo, anche se un po’ rimbambito per l’età, quell’altro non si è mai fatto vedere né sentire, che so, almeno un biglietto di auguri per Natale…

G: Effettivamente…

GB: Vero? Mai una telefonata, una lettera, anche solo un messaggio via angelo…solo a mamma.

G: Parla dell’Annunciazione?

GB: Esatto, quello arriva, si fa annunciare dall’angelo, mette incinta mamma (santa donna) e poi puff! Via a guardare gli uomini scannarsi tra di loro. E i regali? Solo i Magi ci hanno pensato, poracci, e hanno anche fatto dei regali del menga. L’oro ancora ancora, papà me lo ha messo su un libretto della Raiffeisen e potrò usufruirne a vent’anni, ma c’è un problema. Incenso e mirra non so che farmene, soprattutto della mirra, che manco so cosa sia.

G: Qual è il problema dell’oro? Per via dell’avidità che è un peccato?

GB: Macché, è un problema prelevarlo, non so se ha notato, ma sono un neonato.

G: Si, ma crescer…

GB: No. non crescerò mai. Gesù Bambino è prigioniero in un ciclo annuale: nasco, cresco di un anno e poi rinasco, così ogni volta da 2020 anni. Non ne avrò mai 20, per cui quell’oro è come se fosse in cima all’Everest.

G: Mi spiace.

GB: Si figuri a me…beh dai, non di solo pane vive l’uomo…

G: …ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

GB: Sì, se parlasse. C’è altro?

G: Beh, sì, a questo punto, come si sente nei suoi panni?

GB: Vedi tu. Continuo a pisciarmi addosso, a rigurgitare pappine, ho le coliche e frigno per un nonnulla. Passo venti ore della mia giornata dormendo e le altre a mangiare. La gente mi parla come se fossi un deficiente facendo le vocine e le vecchiette continuano a pizzicarmi le guance. Non sono considerato come individuo ma come un grazioso peluche di carne. Vado avanti?

G: Eeeh no grazie, abbiamo capito, insomma, potremmo dire che si sente un po’ discriminato?

GB: Certo. Stavo pensando di mettere su un movimento di popolo, che so, e chiamarlo “Gegé live matter” e rivendicare di esistere come individuo e non come icona natalizia. Poi vorrei un letto vero, sono stufo fracico di dormire in una mangiatoia tra la puzza di bestiame e gente che va e viene. Non mi sembra di chiedere l’universo.

G: Ma l’universo è già suo signor Gegé…

GB: Sì bello e che ci faccio? Ci gioco a bocce? Dai, prendi un altro ave Maria?

G: Cos’è?

GB: Un cocktail: vodka, latte di cocco, frutto della passione e ghiaccio tritato, una delizia, li fa Hamed. Hameeeeeeed!!! (strilla con vocina querula) altri due ave Maria!

Ce ne andiamo dal locale barcollando, dopo 6 o 7 ave Maria. Gesù Bambino è ancora assorto al tavolo, (regge benissimo l’alcool), La sua paffuta figura sul seggiolone si staglia in controluce e le lanterne dietro di lui lo fanno sfolgorare di luce dorata. Una bella donna vestita d’azzurro si avvicina e lo apostrofa:

Yeshu’a, hai fatto tardi come al solito, basta bere, vieni a casa adesso”.

Gesù Bambino la guarda e in quegli occhi c’è tutto l’amore del mondo.

GB: Vengo mamma, vengo. Poi mi racconti una favola prima di addormentarmi?

M: Certo piccolo, ti leggo la parabola del figliol prodigo, quella ti piace tanto vero?

GB: Si mamma, tanto.

I dromedari sono diventati silenziosi. Nella notte , un refolo di vento agita le palme da dattero facendole sembrare signore nervose. Le stelle brillano più che mai e più di tutte la cometa. Pensiamo che domani è Natale e qualcuno dovrà nascere un’altra volta, per la 2021esima volta. E, un po’ da egoisti, ne siamo felici.

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