Matrimonio per (quasi) tutti

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È con un comunicato decisamente stizzito, quello con cui il collettivo LGBT+ Imbarco Immediato, attacca la trasmissione Modem, della Rete 1 della RSI, in seguito a un’emissione avente tema il matrimonio per tutti, recentemente approvato al Nazionale e agli Stati.

E in effetti, il parterre della trasmissione, vedeva un certo squilibrio in campo, Con Greta Gysin, Consigliera nazionale de I Verdi, Alberto Bondolfi, professore di etica, Don André-Marie Jerumanis, professore di teologia morale all’USI e un rappresentante del PPD, Marco Romano, conosciuto per le sue posizioni conservatrici e oltranziste, e che aveva anche dichiarato tempo fa: “Ero per il NO! No all’adozione dei figliastri per le coppie omosessuali in unione registrata. No all’adozione per le coppie semplicemente conviventi. Datemi del bigotto…”

Ma ancora recentemente, il Torquemada del Medrisiotto, esprimeva senza sbavature il suo pensiero progressista: “…Sono in minoranza, ma resto contrario all’evoluzione in corso: no al matrimonio per tutti! Le discriminazioni giuridiche esistenti, che non nego, vanno risolte nel quadro dell’unione domestica registrata. A dimostrazione che si vuole andare verso una relativizzazione e banalizzazione totale nella nostra società la forzatura imposta dalla maggioranza del Nazionale che ha introdotto anche la donazione di sperma per coppie lesbiche: il prossimo passo sarà la “maternità surrogata” … fermiamoci!” (leggi qui sotto).


Le associazioni LGBT+, sembrano furibonde e in effetti il comunicato non lascia spazio a dubbi: “Imbarco Immediato, associazione LGBT+ della Svizzera Italiana, e Federazione Famiglie Arcobaleno vogliono esprimere il loro totale dissenso e la profonda delusione sulle modalità e sulla disinformazione fuorviante veicolata questa mattina durante la trasmissione MODEM (…)

Sono stati invitati a parlare di questioni CIVILI, di uno stato LAICO riguardanti una legge LAICA, ben due TEOLOGI. Si è affrontato un tema delicato come i “diritti dei bambini” senza il parere di un esperto in materia (un pedagogo, uno psicologo, o un esperto di teoria evolutiva) lasciando spazio ai pareri personali piuttosto che, ancora, a dati oggettivi; dati che avrebbero permesso una più lucida analisi dei temi in questione.

Abbiamo ascoltato inermi ad uno scandaloso 3 contro 1, in un programma di informazione che dovrebbe essere LAICO ed EQUO. …”

C’è in effetti un problema. Se parlo di matrimonio per tutti e dunque che riguarda coloro che, fino ad oggi, non potevano beneficiare del regime offerto al resto della popolazione, lascia perlomeno perplessi che non sia stato interpellato nessun rappresentante di una associazione coinvolta e che rappresenta il mondo LGBT+. Prosegue infatti il comunicato: “(…) In questo dibattito, durato circa 40 minuti, non sono state interpellate le due associazioni ticinesi già citate, “Federazione Famiglie Arcobaleno” e “Imbarco Immediato, associazione LGBT+ della Svizzera Italiana”; associazioni che avrebbero potuto portare quel punto di vista necessario nella trattazione di un tema così importante e facile bersaglio di semplificazioni e stereotipi…”

Imbarco Immediato però, si lamenta anche della piega che avrebbe preso la trasmissione, esulando dal tema e affrontando altre problematiche con cui vengono spesso aggredite le coppie omosessuali: “Sono state altresì date molte informazioni false e fuorvianti che esulano dal tema del matrimonio per tutti, creando volutamente confusione nell’opinione pubblica. Per esempio, si è parlato molto di “utero in affitto” e “gestazione per altri”, concetti e fenomeni che nulla hanno a che vedere con il matrimonio per tutti, e che hanno generato, una marcata confusione negli ascoltatori (noi per primi). In aggiunta, sono stati utilizzati spesso concetti come “attacco” e “minaccia”, appartenenti a un vocabolario che rimanda a un allarmismo terroristico che nulla a che vedere con il matrimonio per tutti. “

Imbarco Immediato, infine, chiede di poter avere voce, perlomeno sui media pubblici, quando si discute di questioni che riguardano il mondo LGBT. E in effetti immaginiamoci una trasmissione che parla dei diritti delle donne senza una donna in studio.

Noi non vogliamo pensare che ci sia del dolo da parte della trasmissione e da chi l’ha condotta, non possiamo però esimerci dal notare effettivamente una disparità di posizioni e una infelice scelta degli ospiti. L’auspicio nostro è che si possa ancora parlarne, stavolta magari consultando perlomeno chi è coinvolto in questa modifica di legge.

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