Pornhub e quei milioni di video in meno

Pubblicità

Di

Puff! Quasi nove milioni di video pornografici spariti dalla sera alla mattina. È accaduto su Pornhub.com, il sito web canadese di condivisione libera di materiale video a carattere pornografico simile, nella sua impostazione, a YouTube. Presente a livello mondiale, Pornhub è stato bloccato da più di un paese come nel caso di Filippine, India, Cina, Thailandia e Iran. Ma questo non gli ha comunque impedito di diventare in breve tempo – e di essere oggi – il sito pornografico più popolare al mondo.

Avevamo parlato l’anno scorso di pornhub in merito a una sua pubblicità sociale contro l’inquinamento (leggi qui sotto)

In più di un’occasione sono però stati segnalati casi in cui Pornhub ha ospitato della pornografia non consensuale. Ed è proprio qui che sta l’inghippo. Un problema non da poco. E come se non bastasse il portale è stato più volte criticato proprio per le risposte lente o inadeguate, date in alcuni di questi casi. Ma perché Pornhub è passato dall’ospitare 13,5 milioni di video a 4,7 milioni in uno schiocco di dita? La paura di perdere una tale gallina dalle uova d’oro ha evidentemente fatto sì che si corresse ai ripari. E lo si facesse a gambe levate.

La decisione del portale arriva però solo dopo il clamore sollevato dal New York Times, con un suo articolo-inchiesta che qualche tempo fa aveva messo in evidenza l’enorme quantitativo di video contenenti abusi sessuali su minori e violenze di altro genere (compreso il revenge porn) ospitati sulla piattaforma. Così, se fino a quel momento la politica del portale era stata quella di moderare i contenuti solo su segnalazione degli utenti, dopo il circostanziato j’accuse del New York Times, ecco che Pornhub si è trovata a costretta a darsi delle nuove regole sul caricamento dei video porno.

Perché? Non certo per il buon cuore dei proprietari e probabilmente neppure per ciò che si legge nel comunicato stampa: “Nel mondo di oggi, tutte le piattaforme di social media condividono la responsabilità di combattere il materiale illegale. Le soluzioni devono essere guidate da fatti reali e da veri esperti. Speriamo di aver dimostrato la nostra dedizione a dare il buon esempio”. Buon esempio? Ma quale buon esempio. In realtà il rischio era quello di perdere Visa e Mastercard, due potenti e preziosi partner finanziari che, se le regole non fossero cambiate, non avrebbero più permesso agli utenti di pagare l’abbonamento al sito web. 

Così Pornhub ha modificato le sue regole per consentire ai soli utenti verificati la possibilità di caricare dei video porno. “Ciò significa che ogni contenuto di Pornhub proviene da utenti verificati, un requisito che piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok, YouTube, Snapchat e Twitter devono ancora istituire”, si legge nella dichiarazione rilasciata dal portale. Peccato solo che per arrivarci non è stato sufficiente il buon senso, ma ci son volute le minacce e le pressioni di una campagna mediatica che alla fine ha condotto questo colosso del porno online a ben più miti consigli.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!