Quadri: sciatori sì lavoratori no

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Quadri uno di noi! Un grande, uno che sta alla simpatia quanto uno squalo mako con irritazioni intestinali. Appena apre bocca riesce nell’incredibile intento di mandare in bestia mezzo mondo, rovinando rapporti personali e diplomatici.

Di certo i rapporti con l’Italia, tra le uscite di Gobbi e le mitragliate di Quadri, sono ormai deteriorati come un mandarino lasciato per un mese su una mensola del frigo. 

Recentemente era stato Norman Gobbi, Presidente del Consiglio di Stato ticinese, a mandare fuori dai gangheri gli italiani. A protestare soprattutto il Consigliere regionale lombardo Samuele Astuti, per l’infelice uscita del Presidente del governo ticinese in risposta a una domanda sui ricongiungimenti famigliari durante le restrizioni da covid: “Chiedilo agli italiani, a me che ca**o me ne frega”, ripreso fuori onda da Teleticino. (leggi qui sotto)

Quadri aveva rincarato la dose, dicendo con la consueta spocchia, che gli italiani dovevano ringraziare il Ticino: “Altro che pretendere scuse! Il compagno PD ringrazi il Ticino

Certo che il compagnuzzo italico in cerca di visibilità mediatica ci mancava proprio…

Costui, prima di pretendere scuse da chicchessia, cominci a ringraziare il Ticino.

Senza il Ticino tanti suoi concittadini non avrebbero la pagnotta sul tavolo. Invece, grazie al Ticino, non solo hanno un lavoro, ma guadagnano più di quanto guadagnerebbero in patria pagando meno tasse (i frontalieri sono notoriamente dei privilegiati fiscali, e il prezzo di questo privilegio lo pagano gli italiani che lavorano in Italia: stranamente a questo proposito i politicanti del Belpaese non hanno mai nulla da dire)” (leggi qui sotto).

Oggi Quadri, che probabilmente riteneva di essere stato troppo poco offensivo nelle ultime settimane, ha pensato di gettare benzina sul fuoco. La sua ultima perla? “lasciateci gli sciatori ma tenetevi i frontalieri”. Inutile discutere su frasi così poveramente imbecilli. Sta di fatto che le reazioni non sono tardate. È il membro della camera dei deputati, Chiara Braga (PD) a infuriarsi per l’uscita di Quadri: 

“…parole odiose, offensive e discriminatorie. Contro l’Italia ma soprattutto contro decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici che meritano rispetto. (…) e alla fine a perderci sono tutti. Tutti i cittadini. Tranne quelli che sull’odio, sulla discriminazione e sul “prima gli…” ci fondano la carriera politica:” 

Scrive in un post la Braga. Anche il partito Socialista attacca Quadri per le sue uscite infelici (o felici, dipende da che parte si vedono), scrivendo:  “Ennesima pessima figura per il consigliere nazionale Lorenzo Quadri, che esplicita tutta l’incoerenza della destra. A loro non danno fastidio gli stranieri, danno fastidio gli stranieri poveri. Basta guerra tra poveri e apriamo gli occhi!”

Al saldo dei quattro babbei che gongolano e si divertono alle uscite dei due massimi leader leghisti, rimane un panorama desolante, che vede deteriorarsi sempre più i rapporti tra Italia e Ticino. Due territori che intessano, come scrivevamo poco tempo fa, rapporti sociali, commerciali e affettivi. Insomma, fare queste sparate servirà a Quadri per rafforzare lo zoccolo duro di zucconi che si divertono ad ascoltare queste cose, a noi rimangono i cocci da spazzolare per terra, con la speranza che i lombardi intelligenti ci diano una mano invece di soffiare sul fuoco. 

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