Santa Maradona, adiós

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È morto Maradona. Evviva Maradona. La morte di Diego Armando Maradona, ritenuto da molti come il più grande calciatore di sempre, ha lasciato un enorme vuoto nel cuore di tutti coloro che l’hanno visto almeno una volta fare le sue magie con la palla. 

Maradona in fin dei conti i miracoli li ha fatti: faceva muovere le gambe ai ragazzi disabili in tribuna. Sì, poteva essere fatto santo”. Lo si può leggere in uno dei temi raccolti nel libro bestseller “Io speriamo che me la cavo” pubblicato nel 1992, nel tema di un bambino di una scuola elementare di Arzano, che si trova alla periferia di Napoli.

Perché a piangere la morte di Diego, del “Pibe de oro”, di “la mano de Dios” non ci sono solo l’Argentina e gli argentini con il loro presidente che ha decretato tre giorni di lutto nazionale rivolgendosi al fuoriclasse con un “grazie per essere esistito”. A ricordare Santa Maradona c’è anche Napoli dove il ricordo delle sue imprese non si è mai spento. Napoli dove lo stadio San Paolo diventerà lo stadio Diego Armando Maradona, a dimostrazione dell’affetto e della grande stima che la città partenopea ancora nutre per lui.

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