Scippo sventato, voi lo avreste fatto?

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Uno scippo di due italiani, sventato da un immigrato. Un fatto che ripropone un esame di coscienza, su cosa forma una società, se il sangue o l’etica.

Se chiedete al vocabolario, vi risponderà che si tratta di uno Stato sovrano, unito da motivazioni culturali, etniche e/o politiche. Se lo chiedete a un nazista, vi risponderà che una nazione è un popolo omogeneo, un sangue legato indissolubilmente a una certa terra. Se lo chiedete a me, una nazione è soltanto un insieme di persone che fanno del loro meglio per crescere assieme. Una comunità, in altre parole. Per questo non tendo a pensare alla razza umana come composta da diverse nazioni, ma come una sola. Ma sto divagando.

Essere parte di una comunità significa aiutarsi a vicenda e accettarsi per ciò che si è. Nel mondo ci sono e ci saranno sempre persone che non agiranno in tal senso, e quelle che invece lo fanno – fortunatamente spesso la maggioranza – sono in una costante lotta con le prime.

Oggi ho letto di un fatto di cronaca a Matera, nella vicina penisola. Uno scippo che è finito male per i due 17enni italiani che lo hanno perpetrato. Entrambi sono finiti nelle mani della polizia, per una ragione che rende la notizia un po’ più speciale. A fermare uno dei ragazzi e allertare la polizia è stato un ragazzo di 21 anni, il cui nome purtroppo non è stato pubblicato. Avendo sentito le urla della vittima, una ragazza, l’uomo si è lanciato all’inseguimento bloccando il ladro e trattenendolo fino all’arrivo della volante. Pensando a tutto quello che succede nel mondo, potrebbe sembrare quasi una cosa di poco conto. Ma il rischio che spuntasse un coltello o una pistola era reale, e molti di noi probabilmente non l’avrebbero rischiata. Cerchiamo di essere onesti, io per primo.

Ah sì, il 21enne di cui parlo ha la pelle nera. Viene dal Mali, fa l’operaio. Era uno dei palestrati con il cellulare e 35 euro al giorno di cui parlano spesso Salvini, Meloni e le loro versioni m-budget che abbiamo in Ticino.

Era uno di quelli che avremmo dovuto “aiutare a casa loro” secondo i più moderati, o lasciare affogare nel mediterraneo secondo le tastiere più coraggiose del web. 

Ricordate il discorso che ho fatto nei primi due paragrafi? L’Italia degli ultimi anni non vuole che persone con lo stesso colore di pelle o la storia del nostro eroe siano parte della nazione. Le disprezza, le abbandona alla loro sorte e quando li accetta a malavoglia, lo fa solo per sfruttarli a due euro al giorno nei frutteti della magna grecia. Li usa a fini propagandistici per raccattare due voti in più per i sovranisti, li usa per indirizzare la rabbia degli italiani lontano dal “sistema”. Ce ne vuole di coraggio per correre dietro a un rapinatore, ce ne vuole di cuore per farlo in un paese che non ti vuole. 

Parte della mia famiglia è italiana, e per quanto disprezzo possa provare per le scelte politiche e il cronico problema di razzismo istituzionale della repubblica, non posso fare a meno di sperare che un giorno quel paese torni a fiorire. Continuo a credere che ci sia della bontà infinita in Italia, anche se a volte per trovarla dobbiamo cercare in un uomo di 21 anni che ha rischiato tutto per raggiungerci dal lontano Sahara. 

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